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Circolo El Granma Campobasso

 

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 Citazione del momento :  "...la nostra società, solidale e umana non getta nessuno per la strada, non lascia un solo
lavoratore senza impiego, divide ciò che ha, e questo è il socialismo,
è la giustizia sociale. Se ha molto può dividere molto e se ha poco può dividere poco,
ma divide ciò che ha, non lascia nessuno abbandonato."
   Fidel Castro Ruz

Venerdì 27 Novembre 2009   

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Ancora una volta il governo degli Stati Uniti assume misure ostili contro Cuba: rinnova gli sforzi per danneggiare l’economia cubana, limita i diritti dei cubani emigrati, proclama apertamente di voler decidere il futuro politico dell’Isola, in aperta violazione del diritto internazionale. Ancora dopo 45 anni di blocco economico e di atti di documentato terrorismo fatto di campi di addestramento di bande paramilitari e attentati, come quello in cui ha persola vita il nostro connazionale Fabio Di Celmo: il terrorismo verso Cuba non smuove le coscienze del mondo, e anzi si tengono prigionieri nelle carceri degli Stati Uniti Cinque cittadini cubani rei proprio di aver combattuto il terrorismo e difeso il proprio popolo, e lo stesso popolo statunitense.

Si lasci in pace Cuba e la sua gente!

no al blocco

Governi e partiti politici, sottomessi o impauriti, tacciono; l’Unione Europea si rifiuta perfino di condannare le torture del campo di concentramento americani di Guantánamo; tutti dimenticano le risoluzioni dell’ONU che condannano il blocco economico su Cuba. 

freedomcuba socialistaCubaduele.jpg

Facciamo appello alle donne e agli uomini del nostro Paese che credono nel diritto dei popoli all’autodeterminazione e rifiutano le logiche imperiali.

Occorre impedire ogni aggressione alla Repubblica di Cuba, rafforzare le azioni di solidarietà e cooperazione, difendere il progetto di sviluppo nell’indipendenza che Cuba porta avanti con tenacia e dignità.

Il terrorismo contro Cuba ha ucciso
3478 persone e ne ha rese invalide 2099.
Gli autori sono noti e benevolmente protetti,
istruiti, finanziati dagli USA.
5 cubani sono dal 1998 incarcerati
negli Stati Uniti per aver cercato
di smascherare questi stessi terroristi e
prevenirne le azioni.
Libertà per
René Gonzàlez, Antonio Guerrero,
Ramòn Labanino, Fernando Gonzàlez,
Gerardo Hernàndez. 

forum.gifForum in questo momento
Cubahttp://it.youtube.com/watch?v=egWupc_9Ivc è un video ...(27/03/2008 . 16:48)
Cubacara martina, ho letto il tuo articolo e mi trovo in ...(19/05/2006 . 12:21)
CubaCara Alexa, io ti premetto subito che sono convinta ...(21/02/2005 . 21:57)
Cuba ciao compagni un mio amico, nn è assolutamente di ...(21/02/2005 . 21:54)
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americalatina.jpgCUBA: CASTRO CON CHAVEZ E MORALES - da prismadigitale 01/05/2006 . 16:47

CUBA: CASTRO CON CHAVEZ E MORALES, SONO L'UOMO PIU' FELICE DEL MONDO
'SONO I NUOVI LEADER, ORA FINALMENTE SIAMO IN TRE'
L'Avana, 30 apr. (Adnkronos) - "Sono l'uomo piu' felice del mondo". Si e' definito cosi' il presidente cubano Fidel Castro ricevendo all'Avana i presidenti venezuelano, Hugo Chavez, e boliviano, Evo Morales. A renderlo felice e' il fatto che i due presidenti stiano diventando "nuovi leader" dell'America Latina."Ora per la prima volta siamo tre", ha detto Castro, per decenni isolato nel continente. I tre presidenti hanno firmato il trattato di libero commercio dei popoli in alternativa all'Alca, l'area di libero commercio voluta dagli Stati Uniti, e hanno promosso l'Alba, l'area bolivariana delle americhe.


Falluja: Fosforo bianco contro i civili - da prismadigitale 08/11/2005 . 09:24

Se ci fossero ancora dubbi su chi sono i terroristi...
Da Repubblica.it
 
Hasta!
Inchiesta shock di "Rai News 24": l'agente chimico usato
come arma. Un veterano: "I corpi si scioglievano"
"Fosforo bianco contro i civili"
Così gli Usa hanno preso Falluja

Un documento svela anche un test su un nuovo tipo di Napalm

Spagna: appoggio a Castro contro Usa a vertice Zapatero - da prismadigitale 15/10/2005 . 10:36

SALAMANCA - Il vertice iberoamericano di Josè Luis Rodriguez Zapatero ha dato un forte sostegno a Cuba, malgrado l'assenza di Fidel Castro, difendendo le sue posizioni e condannando come mai prima in altri vertici l'embargo degli Stati Uniti verso Cuba.

Le risoluzioni, approvate dai ministri degli esteri in una riunione preliminare, dovrebbero essere ratificate dai capi di stato e di governo nel vertice, apertosi oggi con una cerimonia presieduta da re Juan Carlos, nella quale Zapatero ha lanciato la proposta di un "modello iberoamericano per la gestione delle immigrazioni" verso l'Europa.

L'immigrazione è uno degli argomenti in agenda del vertice insieme agli aiuti ai paesi colpiti dall'uragano Stan e alla necessità di fare entrare l'America Latina nell'agenda europea, ma Cuba è riuscita ad eclissare tutti questi argomenti con i suoi trionfi politici.

In una risoluzione approvata dai ministri degli esteri sulla necessità di porre fine all'embargo americano, si chiede "agli Stati Uniti che con carattere immediato si blocchi l'applicazione delle misure adottate negli ultimi due anni che hanno avuto l'obiettivo di inasprire l'impatto della sua politica di blocco a Cuba". In vertici precedenti i capi di stato iberoamericani avevano condannato la Legge Helms-Burton ma mai con termini cosi duri rispetto agli Stati Uniti e senza utilizzare il termine "blocco", sempre usato dalle autorità cubane.

"Il vertice di Salamanca ha fatto un passo avanti e ha espresso con accresciuto vigore la sua condanna contro la Legge Helms-Burton", ha esultato il Ministro degli Esteri cubano, Felipe Perez Roque.

L'altro motivo di soddisfazione per Cuba è stata l'inclusione, nella risoluzione sulla lotta contro il terrorismo, della richiesta di estradizione in Venezuela del presunto terrorista anticastrista Luis Posada Carriles, in prigione negli Stati Uniti, dopo il rifiuto di Washington di estradarlo precedentemente in quel paese.

Posada, ex membro della Cia e dell'esercito americano, è considerato responsabile dell'attentato terroristico ad un aereo di Cubana di Aviacion dell'ottobre 1976, che causò la morte di 73 persone, e inoltre della morte dell'italiano Fabio di Celmo, morto in uno degli alberghi cubani contro i quali Posada eseguì attentati con bombe nel 1997. Fuggito da un carcere venezuelano nel 1985, è stato arrestato a Miami il 17 maggio scorso.

Per Madrid la risoluzione, che avviene sicuramente non nel miglior momento per quanto riguarda i rapporti con Washington, non è una dichiarazione contro gli Stati Uniti. "È una dichiarazione contro il terrorismo. Si tratta di una richiesta ai tribunali americani. Si potrebbe permettere la famglia iberoamericana di non appoggiare l'estradizione di un terrorista?", ha detto il numero due del Ministero degli Esteri spagnolo, Bernardino Leon.

Contemporaneamente, contro Castro, rimasto a L'Avana ufficialmente per gestire personalmente gli aiuti medici alle vittime dei paesi centroamericani colpiti dall'uragano Stan e del terremoto di Pakistan, la Fondazione per i diritti umani a Cuba ha presentato all'Audiencia Nacional di Madrid una denuncia per genocidio, terrorismo e gravi violazione di diritti umani.

Anche se è stata presentata dopo che il Tribunale Costituzionale ha stabilito la giurisdizione universale dei tribunali spagnoli per questi reati, la denuncia finirà per essere archiviata, ha detto il procuratore capo, Candido Conde-Pumpido, poichè si tratta di un capo di stato in carica.

Più energico è stato il ministro degli esteri cubano: "Nessuno al mondo può arrestare allegramente Castro", ha detto Perez Roque.

Confermata l'assenza di Castro, sarà il presidente venezuelano Hugo Chavez ad attirare l'attenzione mediatica con un comizio che prevede di dare domani al margine del vertice, nel quale inizialmente era prevista la partecipazione di Castro. Chavez arriverà domenica sera in Italia, dove incontrerà Silvio Berlusconi, Carlo Azeglio Ciampi e Romano Prodi.

SDA-ATS

antiterr.gifProcesso da rifare, vittoria negli Usa per 5 agenti di Fidel - da prismadigitale 07/10/2005 . 11:22

 
Una corte d'appello americana ordina che sia riaperto il procedimento contro 5 uomini dei servizi cubani condannati a pene pesantissime. Era stato negato loro ogni diritto alla difesa. Ora i giudici statunitensi riconoscono che a Miami, roccaforte della destra anti-castrista, il processo era stato una farsa

Gianni Minà

La risoluzione della Corte d'appello federale di Atlanta (che ha giurisdizione sulla Florida) e che l'altro ieri ha revocato la sentenza espressa dal tribunale di Miami nella primavera del 2003 contro i cinque cubani, prigionieri da sette anni, accusati di spionaggio e condannati in primo grado a pene tombali, è sicuramente un fatto storico e rivela il disagio morale di una parte sostanziosa della società civile nordamericana. È un disagio che nasce dalla preoccupazione per la deriva in cui stanno naufragando i diritti civili nel paese per le leggi, presuntamente «anti-terrorismo», varate dal presidente Bush dopo l'11 settembre 2001 e ribadite recentemente. Renè Gonzales, Fernando Gonzales, Gerardo Hernandez, Ramon Labañino e Antonio Guerrero, cinque agenti dell'inteligence cubana infiltrati una decina di anni fa negli Stati uniti per individuare e denunciare le centrali terroristiche che dalla Florida organizzavano attentati nell'isola (oltre tremila le vittime in trent'anni, tra cui l'italiano Fabio Di Celmo) sono usciti infatti da un incubo e da una trappola che aveva annientato le loro vite e ogni loro diritto alla difesa.

E questo anche se la loro odissea non è finita, perché dovranno affrontare un nuovo processo. I tre giudici della Corte d'appello di Atlanta che potevano intervenire solo se avessero accertato (come è avvenuto) errori legali e di diritto commessi nel primo giudizio, hanno voluto sottolineare il fatto che non si poteva svolgere un processo per spionaggio a imputati cubani, oltretutto fedeli alla rivoluzione, in una città come Miami dove c'erano pressioni esplicite della comunità anti-castrista nei riguardi dei giudici e anche minacce di rappresaglie. Il lavoro di indagine degli imputati sul terrorismo pianificato in Florida verso Cuba dai vari Luis Posada Carriles, Orlando Bosh, Rodolfo Frometa, o dai Fratelli del riscatto di José Basulto, tesi ad atterrare l'ultima risorsa economica dell'isola, il turismo, aveva scoperchiato infatti una realtà inquietante per il paese ritenuto leader della democrazia ed aveva evidenziato responsabilità negli attentati anche ai più alti livelli dell'apparato dello stato.

Era il mondo che proteggeva, per esempio, i Fratelli del riscatto, il cui leader Basulto, si vantava di atti di aggressione verso Cuba e di violare con piccoli aerei Cessna lo spazio aereo dell'isola lanciando manifestini di propaganda controrivoluzionaria. Finché un giorno, dopo 23 note diplomatiche di protesta senza risposta, a Cuba, disgraziatamente avevano deciso di abbattere due di quegli aerei, «come avrebbero fatto sicuramente negli Stati uniti». Era stato questo contesto a costringere il presidente Clinton a non insistere sulle sanzioni verso il governo di Fidel Castro.

Una diplomazia sotterranea allora attiva fra i governi de l'Avana e di Washington (tramite anche personalità prestigiose come Gabriel Garcia Marquez) spinse infatti, dopo quell'episodio a intraprendere un'azione comune contro il terrorismo. E Cuba decise che forse era arrivato il momento di collaborare con i funzionari più responsabili dell'amministrazione Clinton e di segnalare al di fuori dei canali ufficiali i risultati ai quali erano giunti i propri agenti di sicurezza che rinunciando a una vita familiare e costituendosene una speciale, anche se amara, avevano raccolto le prove tangibili dell'attività sovversiva di alcune organizzazioni terroristiche attive dalla Florida contro la rivoluzione.

Il presidente Clinton, attraverso l'Fbi, aveva accettato la proposta di collaborare per eliminare questi focolai, questi imbarazzanti centri eversivi, però in seguito la logica politica degli Stati uniti gli aveva fatto cambiare idea (non a caso la Fondazione nazionale cubana-americana aveva finanziato, con una cifra pesante, la sua seconda campagna elettorale).

Così il governo di Washington, al momento di agire, invece di catturare i terroristi aveva autorizzato l'arresto dei cinque cubani che ne avevano denunciato la presenza e l'attività. I cinque cubani che dopo aver passato diciassette mesi in cella d'isolamento senza alcuna ragione avevano poi dovuto aspettare tre anni per un processo surrealista e incorretto, nel quale furono accusati perfino di essere gli indiretti responsabili dell'abbattimento dei due aerei Cessna dei Fratelli del riscatto.

Adesso questi superstiti di una persecuzione inaudita sperano di poter capire nel nuovo processo in base a quali ragionamenti logici sono stati considerati colpevoli e quali argomenti sono stati utilizzati per stabilire le loro pene (alcuni dovrebbero scontare due ergastoli).

Insomma stanno tentando di uscire indenni da una delle pagine più oscure della giustizia nordamericana. Una storia nella quale l'avvocato Leonard Weinglass, difensore di Antonio Guerrero - vecchio combattente per i diritti civili che è stato il difensore dei Cinque di Chicago, di Mumia e di Angela Davis - afferma perfino siano stati violati il V e VI emendamento della Costituzione del paese che impone un giudizio rapido e una giuria imparziale. E denuncia anche offese, privazioni e torture carcerarie agli imputati ingiustificate e indegne della parola democrazia.

In tutta questa storia il ruolo più avvilente, in questi anni, lo ha recitato l'informazione che ha praticamente ignorato i fatti. Nel 2003, per esempio, dopo aver aspettato il giudizio per 33 mesi, 17 dei quali in isolamento e quattro settimane nell'hueco (il buco, una cella di due metri per due dove la luce è sempre accesa) il ritorno dei cinque cubani a una cella normale fu possibile solo grazie a una campagna internazionale alla quale parteciparono molti liberals nordamericani, più di cento deputati laburisti inglesi e Nadine Gordimer, scrittrice sudafricana premio Nobel per la letteratura. Non hanno invece mosso un dito i famosi reporter sans frontier, sempre assenti nelle battaglie per le violazioni dei diritti umani negli Stati uniti, e nemmeno purtroppo i rappresentanti dei partiti progressisti italiani.

Una storia imbarazzante, una storia che conferma l'orgoglio sopito dei mezzi d'informazione dei grandi paesi liberi, come il New York Times che ha offerto uno spazio a Renè Gonzales, Fernando Gonzales, Gerardo Hernandez, Ramon Labañino e Antonio Guerrero, solo dopo che un comitato di solidarietà ha comprato una pagina del giornale per segnalare un caso così indecente e scabroso.

E in questi giorni l'informazione sull'argomento è stata ancora una volta ambigua. La Repubblica, per esempio, ha dato notizia degli sviluppi del caso senza mai citare che i cinque cubani si erano infiltrati nella società nordamericana per individuare e neutralizzare le organizzazioni terroristiche che dagli Stati uniti organizzavano attentati a Cuba. Eppure l'Onu solo un mese fa aveva ribadito che la sentenza verso i cinque cubani era «arbitraria» ma che conta più l'Onu nell'era in cui Bush e Blair vogliono conculcare, in nome della guerra al terrorismo, i diritti civili più elementari?

ABBRACCIO.gifGiustino Di Celmo - da prismadigitale 07/10/2005 . 11:20

 L’instancabile Giustino di Celmo
• In Parlamento con i rappresentanti di Gruppi e Partiti di sinistra

Giustino Di Celmo – 84 anni- ha trascorso, tra agosto e settembre, diversi giorni in Italia dedicandoli alla battaglia in difesa di Cuba, contro il blocco, per la libertà dei 5 Eroi cubani e per chiedere l'estradizione del terrorista Posada Carriles colpevole, tra i tanti misfatti, dell'assassinio di Fabio Di Celmo.


Tanti appuntamenti per dare voce a valori che appartengono all'etica dell'essere contro quella dell'avere e dell'apparire.


A Savona con Italia-Cuba e Roberto Casella con il rappresentante dell'Ambasciata di Cuba in Italia, Hugo Ramos Milanes, si è parlato di Fidel, di Camilo, del CHE, delle conquiste della Rivoluzione.


Poi, è stata la volta di Monfalcone dove il Comune ha presentato un ordine del giorno contro la mafia di Miami consegnando gli onori della città a Giustino.


A Fiano Romano, centinaia di persone e il Sindaco - dei Democratici di Sinistra – si è impegnato a condannare il terrorismo contro l'Isola Grande.


Ancora Cori, Ceccano, Santa Marinella, Cerveteri....


Il sito Siporcuba di Aldo Galvagno è stato in piena attività per presentare e sostenere ogni iniziativa.


La Regione Lazio, in memoria di Antonio Capuano scomparso nel pieno della sua attività, combattendo per un mondo nuovo, a soli cinquant’anni, ha organizzato poi un'altra giornata di lotta per Cuba con l'AIASP ed il comitato di solidarietà Fabio Di Celmo. Giustino non era solo: Maria Elena Pena e Felipe Antonio Lazcano stavano con lui, cantando gli scritti di Josè Martì, boleros o musica afro-cubana.


Un incontro al Parlamento della Repubblica Italiana con l'onorevole euro parlamentare Marco Rizzo, la deputata Gabriella Pistone, l'ex Ministro alle Pari Opportunità Katia Belillo, la dirigente del PdCI del Lazio Antonella D'Angeli, l'Assessore al Governo del Lazio Mario Michelangeli, l'Ambasciatore in Italia della Repubblica Bolivariana del Venezuela, il responsabile esteri del PdCI Jacopo Venier, Ines Venturi del comitato è stato il momento più importante di questa campagna di lotta a favore di Cuba.


Ne hanno parlato il telegiornale della TV di Stato, TG3, "Il manifesto" quotidiano comunista, la stampa in generale.


Durante l’incontro è stato preso un preciso impegno: chiedere l'estradizione del mercenario Posada Carilles in Italia (Paese che ne ha diritto) e chiedere la libertà immediata dei 5 Eroi cubani ingiustamente detenuti nelle carceri degli Stati Uniti. L'onorevole Marco Rizzo porterà questa proposta nel Parlamento Europeo.


Il comitato di solidarietà con Cuba "Fabio Di Celmo" invierà all’Avana cinquanta computer e in collaborazione con il Sindacato Nazionale dei Medici Italiani ed il suo segretario Mario Falconi si attiverà per rendere concreti aiuti e collaborazioni nel campo medico-sanitario.


Il grande campione di calcio Francesco Totti ha firmato la sua maglia che da domani sarà esposta nel ristorante Fabio, con il numero 10, per ricordare che l’italiano è un popolo di pace e sa ancora intonare un canto dedicato all'amore.


La lotta continua per Cuba e per un mondo nuovo, possibile, urgente e necessario...


MICHELE CAPUANO



- da prismadigitale 19/08/2005 . 22:29


15 agosto 2005, omaggio a Hugo Chávez e a Simón Bolívar (del 15/08/2005 @ 11:52:01, in Blog in italiano) di Gennaro Carotenuto
Poco fa mi ha chiamato un'amica carissima: "stanno parlando di Chávez alla Rai". "Non voglio sentire" le ho risposto brusco e con il dubbio di essere scortese, "non ho voglia oggi, 15 d'agosto del 2005, di sentire critiche squallide sul giuramento di Montesacro", quello con il quale, esattamente 200 anni fa, Simón Bolívir giurava di dedicare la sua vita alla causa della liberazione d'America. Non ho resistito, ovviamente. Non erano critiche squallide, disquisivano persone brave e che stimo molto, ma pur non lapidando squallidamente Chávez -come farebbe una "Repubblica" qualsiasi- non riuscivano a fare a meno di fare esercizio di realismo e di terzismo, finendo comunque per lapidare bonariamente il velleitario Chávez.

Li ascoltavo e mi ricordavano il "colonialismo invisibile" del Libro de los abrazos di Eduardo Galeano. Il grande uruguayo dice che il "colonialismo visibile" è quello che ti proibisce di dire, ti proibisce di fare, ti proibisce di essere. Ma dice che ancora più grave è il "colonialismo invisibile" che ti convince che la schiavitù è il tuo destino, che l'impotenza è la tua natura e che ti convince che non si può dire, non si può agire, non si può essere. [//]

Gli europei, i meno peggio di quegli europei che inventarono il colonialismo visibile, non riescono a non farsi colonizzare il cervello e a non concedere cambiali in bianco a chi pretende che non si dica distinto, che non si agisca distinto, che non si sia distinti, che è quello che Hugo Chávez sta dicendo, agendo, essendo dal 1998. Il metodo, le parole, le azioni, perfino l'aspetto fisico, ieri di Bolívar, di Martí, Sandino, Guevara, oggi di Hugo Chávez o Evo Morales e neanche a dirlo, Fidel Castro, repellono il colonizzato invisibile.

Va bene invece Ricardo Lagos, piacerà da morire tra pochi mesi Michelle Bachelet. Avrá un successo clamoroso e vedo e prevedo a fine d'anno lo scoppio di una vera Bacheletmania, quando in Cile avremo una donna presidente e socialista in totale continuità con la politica economica pinochetista voluta dal FMI. La ameranno sopratutto quegli stessi che da destra e da sinistra si accontentano di alcuni simboli -donna e socialista- ma disprezzarono sempre Salvador Allende e altri simboli, come quello del latte garantito ai bambini cileni, che aveva il difetto di essere una conquista concreta.
Piacerà tanto la Bachelet, come piace -ma si ingannano- Lula da Silva, che li ha tranquillizati con quel suo fare da zio Tom supino, ma che invece come Chávez per il Venezuela, sta costruendo un futuro da grande potenza per il Brasile.

Oggi, duecento anni fa, il ventiduenne Simón Bolívar, giurava a Roma di liberare l'America Latina dalla dominazione spagnola. Chissà cosa ne avrebbero scritto le "Repubblica", "El País", "Guardian", ma anche le "Liberazione", "Carta", "Manifesto" dell'epoca del giovane Bolívar. Avrebbero lapidato bonariamente il velleitarismo di quel giovane, avrebbero criticato l'impurità ideologica di quel creolo ignorante, che non poteva dire quello che diceva, non poteva fare quello che faceva, non poteva essere quello che invece fu proprio rispettando quel velleitario giuramento: il Liberatore d'America.

Il messaggio di Antonio Guerrero ai partecipanti al X Festival Internazionale della Poesia dell’Avan - da Alessandro 01/06/2005 . 19:10

L'Avana. 31 Maggio 2005

Ancora una volta, tramite la nostra cara sorella Aitana, il Comitato Organizzatore ci ha invitato a questo evento di poesia e di poeta di tutto il mondo e ancora una volta nessuno ci può impedire di stare seduti assieme a voi e che dai Cinque Prigionieri dell’impero vi giunga il saluto e il nostro forte abbraccio.

Ci è giunta la notizia che tra gli invitati c’è anche il grande poeta, l’instancabile combattente per la giustizia e la piena indipendenza dei nostri popoli, l’amico del Nicaragua, Ernesto Cardenal. Permettetemi di approfittare dell’occasione per ringraziarlo per il suo forte sostegno alla degna battaglia per la nostra liberazione e per raccontargli qualcosa sulla sua presenza in noi durante questi sette anni di reclusione ingiusta, trascorsi con fermezza e ottimismo.

In quei giorni di isolamento totale e di tortuoso e imbrogliato processo, ci ha accompagnato sempre la poesia come arma di resistenza e via di espressione dei nostri sentimenti più puri. Gerardo, buon conoscitore della poesia e di molti poeti latino americani, un giorno ci aveva declamato dei versi di Ernesto Cardenal. Mi impressionarono la profondità e la bellezza di quei versi e un giorno, facendoli miei, li scrissi alla mia amata...

Tenendoci, tu me e io te, abbiamo vinto

Tu, perchè io sono quello che ti ha amato di più

e io perchè tu sei quella che più mi ha amato

Però per questo io non vinco più di te:

ci potrebbero essere altre che mi amano

ma nessuna potrà amarmi più di te.

In questa opportunità questo incontro è dedicato alla pace che oggi e una necessità più d’una dedica. Che sarebbe della pace senza il canto dei poeti? Che sarebbe d’un poeta che si sente estraneo ai sogni e alle speranze di tutti coloro che reclamano giustizia e pace? E dicendo questa corta parola non posso non pensare ai profondi verso così belli del poeta Angel Augier, che noi chiamiamo con o­nore maestro e amico, che dicono:

Pace

Questa esplosione monosillabica

della prima e ultima lettera dell’alfabeto

invitate da una consonante strategica

che sembra provenga dall’universo delle parole

e da quanto l’uomo ha posto in lei

di sangue, sofferenze e speranza.

Per l’irrinunciabile dovere di lottare per evitare altri morti innocenti e sofferenze, per difendere la speranza del mondo migliore che sappiamo che è possibile, continuiamo poeti e uomini e donne del mondo ad alzare le nostre voci, disposti ai maggiori sacrifici nell’attuare ogni giorno come ci insegna José Martí: "Il vero uomo non guarda se al suo fianco si vive meglio, ma da che lato si trova il dovere"

Hasta la victoria de la paz, siempre!

Antonio Guerrero Rodríguez
16 maggio del 2005
USP Florence
Colorado



Continua la campagna di criminalizzazione di Cuba - da prismadigitale 31/05/2005 . 08:55

Continua la campagna di criminalizzazione di Cuba

Andrea Genovali, Presidente associazione Puntocritico: “Stanno preparando il terreno all’opzione militare. Il governo cubano gode del consenso della stragrande maggioranza del popolo. Questo importante”.


(Alice n.56 del 25/05/2005)


In questi giorni hanno destato grande impressione i fatti avvenuti a Cuba riguardo l'espulsione dei giornalisti polacchi e italiani. Cerchiamo di ragionarne tenendo presente il quadro complessivo dei fatti.


Il primo fatto, senza il quale non si capisce il vero senso delle azioni cubane, è che Cuba è un paese bloccato da un embargo di oltre 40 anni e che vive con l'unica potenza mondiale rimasta a sole poche miglia dal suo territorio e questa potenza è da oltre 40 anni che cerca di distruggerla.


Il secondo fatto ci dice che l'ambizioso progetto del primo "Congresso per la democrazia a Cuba" è stato un fallimento e la flebile opposizione interna cubana, che esiste e opera da molti anni nell'isola caraibica, ne esce divisa.


Infatti dure critiche vengono rivolte da una parte dell'opposizione a Marta Beatriz Roque per essere stata sostenuta nell'organizzazione di questa manifestazione dai dollari dell'ala dura dell'esilio mafioso cubano di Miami e dai settori più reazionari del Senato americano. E a riprova di questo stretto contatto il centinaio di aderenti a questa manifestazione hanno ringraziato e poi inneggiato al presidente americano Bush per aver loro inviato un messaggio di amicizia e solidarietà.


Il terzo ci dice, appunto, che il numero di persone che hanno partecipato, da tutta Cuba, a questo congresso è stato molto inferiore anche alle attese dei promotori che si aspettavano circa 500 persone. Il Corriere della Sera del 21 maggio ci dice che non ci sono state retate, intimidazioni e che la polizia cubana si è mantenuta ben lontana e che quindi chi voleva poteva tranquillamente partecipare.


Il quarto fatto è che a Cuba l'opposizione può manifestare e lo stesso Corriere afferma che erano presenti alla manifestazione circa 200 persone, di cui un centinaio di 'dissidenti' e gli altri in qualità di invitati, partecipanti, osservatori, giornalisti.


Il quinto fatto, non meno importante e che nessuno però dice è che il visto è previsto anche per l'ingresso negli Usa e se si entra con visto turistico per esercitare attività giornalistica si viene espulsi, come è accaduto a Robert Menard, il capo di Reporteres sans frontieres,solo per fare un esempio.


In ogni caso su questo avvenimento i settori più anticubani italiani in cui, purtroppo fanno bella mostra di sé anche la sinistra moderata e rifondazione, hanno colto l'occasione per dire che Cuba viola di diritti umani, dimenticandosi però, soprattutto a sinistra, di dire che Cuba è uno di quegli "stati canaglia" che gli USA vogliono abbattere e che dopo l'Iraq anche l'opzione dell'invasione militare torna ad essere tragicamente una possibilità concreta.


Ma soprattutto dimenticano che i diritti umani a Cuba sono tutelati e basta semplicemente guardare le cifre e le statistiche socio-economiche delle Nazioni Unite per capirlo. Una campagna di criminalizzazione, dunque, ben orchestrata e funzionale agli interessi del governo americano che ha reso pubblico un documento di 500 pagine nel quale spiega come si potrà portare la "democrazia americana" a Cuba e con quelle 500 pagine sono stati dispensati anche decine e decine di milioni di dollari per rimpinguare l'opposizione filoamericana dentro Cuba e preparare il terreno politico, attraverso i mass media, in Europa affinché anche l'opzione militare, se del caso, possa trovare dei sostenitori nel Vecchio continente. Una campagna utile anche per indurre l'UE a riattivare le vergognose sanzioni verso Cuba, sospese lo scorso febbraio.


Tutto questo giustifica l'espulsione di 5 giornalisti che hanno violato le leggi di Cuba che prevedono nello specifico le stesse misure di quelle ad es. americane e di altri stati europei? Fino a quando Cuba sarà vittima dell'embargo e del tentativo americano di cancellare l'esperienza rivoluzionaria ha il diritto di difendersi e i milioni di cubani che sfilano liberamente a fianco del proprio leader ci dicono che il governo cubano gode del consenso della stragrande maggioranza del popolo.


E questo penso sia sufficiente.


Andrea Genovali
Presidente associazione Puntocritico
guestbook.gifLibro degli ospiti - i miei preferiti

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Nota #18 da Germn 20/06/2005 . 21:28
     *  http://www.oviedo.es/personales/soncuba

¡Perdonad compañero! no se hablar Italiano, pero he hecho un esfuerzo por entender lo que hay en esta página web. No hace falta que les diga que soy cubano.

Me resulta muy interesante ver como hay personas como ustedes que se preocupan por divulgar o tenernos al día sobre cuestiones de mi país. Se respetar las ídeas, por la libertad de expresión a la que tenemos derecho, pero por solo el hecho de mirar su preocupación, le envio mi felicitación, de todo corazón. y sigan así porque van caminando derecho.

Germán.


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