L'Epoca del Terrorismo (di Piero Febbo) |
- post-modernità
- l'indipendenza economica del terrorismo e la nascita degli stati-guscio
- l'islam
- il terrorismo di matrice islamica
- la rete delle moschee e delle mandrase, i finanziamenti degli hawala
- storia dei principali gruppi armati
- il crollo del muro di Berlino e la costruzione di quello di Gerusalemme
- il fenomeno del narcoterrorismo
- quando si smette di essere guerriglia e si diventa terroristi, lo strano caso della Colombia
- le armi chimiche e batteriologiche, una paura fondata o impossibile ?
PREFAZIONE
Questo lavoro ha come scopo capire tale processo però non può prescindere dall'attività del conoscere; noi percepiamo tutti quegli input che raggiungono i nostri canali. Ancora una volta come nel caso del terrorismo di matrice islamica le informazioni le interpretiamo per semplicità attraverso un' unica frequenza, ossia quella che utilizziamo nella norma. Perdendo al tempo stesso la natura stessa dell'informazione.
"JIHAD" viene tradotto semplicemente guerra santa, l' applicazione della "SHAI'A" e la fonte stessa d' ispirazione: il Corano rimangono ignorati dai popoli occidentali, così come questi ultimi spesso associano i paesi musulmani non solo a dei sottosviluppati ma anche incivili. Una parte degli islamici moderni ritiene gli USA "benevoli": (l'ostilità verso l' America è un dovere religioso e noi speriamo per questo di essere ricompensati da Dio - Osama). Inoltre nutrono un affetto verso Israele (gli ebrei sono quelle persone che Allah ha citato nel corano come coloro che attaccano i profeti. Con bugie e crimini hanno aggredito anche Maria - Osama).
Il nostro odierno nemico è identificato e demonizzato: al-Queada letteralmente la base o l'elenco, movimento d' ispirazione coloritamente religiosa ma che analizza la realtà geopolitica della nazione araba attraverso un ottica materialistica che ricorda il marxismo (si era aperto il dibattito tra terrorismo di matrice islamica e quello "rosso" per l' affinità nell' obiettivo di lotta, l' antimperialismo americano. Al-Queada opera essenzialmente in franchising ed è suddivisa in reparti stagni che ricordano le brigate rosse.
Premettiamo inoltre di ricordare che "noi occidente" siamo il 25% della popolazione mondiale e utilizziamo (sprechiamo?) l' 85% delle risorse prodotte ogni anno. Buona parte del mondo musulmano è costituita da paesi dove la vita è oggettivamente difficile e al tempo stesso rappresentano zone di estrazione delle principali fonti energetiche da cui dipendono quasi totalmente le super potenze occidentali.
Una delle cause esplicitamente affermate dalla componente terroristica è l' occupazione reale, simbolica e politica da parte di un gruppo di un territorio già popolato da un' altro gruppo: i palestinesi vivevano in quella terra da dodici secoli e vi era rimasta dalla diaspora agli inizi del secolo XX una comunità ebraica di circa 600.000 unità. All' indomani della proclamazione dello stato israeliano molteplici leader islamici hanno offerto un' appoggio ideologico e/o materiale alla causa della liberazione della Palestina (ENTIFADA = RESURREZIONE).
"Loro" ci considerano incivili e immondi (DAR AL-HARB = DOMINIO DELLA GUERRA) bevitori di alcolici e debiti ad ogni tipo di corruzione morale oltre che a praticare il prestito d'interesse, comportamento espressamente proibito dal corano.
Durante questa analisi è ben presente tenere in mente la comunità immigrata mussulmana intestina di paesi occidentali che non sembrano essere particolarmente devoti, circa il 10% degli islamici in Italia va in moschea, bisognerebbe monitorarle con scale di gradimento sulle nuove crociate che potrebbero paradossalmente riaccendere un sentimento d' identità ormai sfumato.
Scartando il concetto di guerra di civiltà ormai obsoleto e rilegato al vecchio assetto di stato-nazione rimaniamo "meravigliati" da quegli imam che tornati nelle terre natie istigano i proseliti verso il demonio capitalista, osservata da tempo l' agonia e la morte dell' ateo comunista. Bin Laden decide di smettere di parlare inglese e si rivolge verso un target giovane di esausti disperati esasperati dalla morte di ogni speranza terrena, che ritrovano in lui un esempio di lotta ideologica oltre che simbolo dell' islam; acquista il valore del Che Guevara con la differenza che è ancora vivo e combattivo come un leone.
Riecheggia la profezia di Herbert Marcuse: la vera e ultima rivoluzione sarà quella dei poveri e diseredati...
LA POSTMODERNITA'
| La nostra epoca rivoluzionata da internet e dalla seguente compressione dello spazio attraverso il tempo è paradossalmente cosciente e inerte del tasso di persone che al mondo non hanno mai fatto una telefonata: il 65% ; ipotesi incredibile per l' italiano medio visto che i cellulari accompagnano circa l' 80% della popolazione. |
L' odierna situazione è il prodotto di un numero di fattori che interagendo tra di essi e al contempo sviluppandosi parallelamente ha creato quello che viene definito semplicisticamente terrorismo di matrice islamica.
La guerra fredda era fondata su di un presupposto di equilibrio imprescindibile dalla supremazia militare che garantiva la sicurezza nel mondo, ripartito in aree; due delle quali erano ideologicamente e culturalmente antitetiche ma paradossalmente alcuni critici definiscono il complesso sovietico "capitalismo di stato". Le aree del globo dei cosiddetti non allineati era definita terzo mondo, costrutto che indicava aree di neutralità: lasciate ai margini della politica internazionale se non per la loro posizione strategica e geopolitica.
Gli USA da un lato e l'URSS dall'altro premevano direttamente, o preferibilmente indirettamente, per indebolire l'antagonista il più possibile. La Guerra Fredda non ha visto lo scontro militare diretto tra le due superpotenze, è stato un conflitto di logoramento economico: le aree destabilizzate erano collocate in zone periferiche, sommate all'ingente quantità di denaro investito nella ricerca scientifica applicabile al campo militare, comprendiamo in questa ultima le spedizioni nello spazio che hanno deteriorato il sistema economico sovietico caratterizzato dalla permeabilità delle frontiere da parte del dollaro e dall'impossibilità del rublo di espandersi al di fuori del mondo comunista alleato, dimostrandosi fisso e non flessibile e plastico come quello americano capitalistico.
Il mondo era concepito e rappresentato diviso in due aree ben distinte a tal punto che la fine della guerra fredda è arrivata con il crollo di un muro, un confine simbolico che nel 1989 cade frantumandosi come un vaso di ceramica, schegge e pezzi di piccole dimensioni, e un frammento grosso ma ormai inutile.
Così mentre i riflettori erano puntati tra le zone del Mondo suddivise orizzontalmente da un'ideologia e da interessi si tralasciava che la vita economica sociale civile degli stati fosse subordinata a quella politico militare. La tecnologia conosceva uno sviluppo la cui rapidità è esemplificata da Moore: i videogiochi nati negli anni ottanta sono stati il veicolo e mezzo promotore dell' economia dell'hi-tech, le stesse offerte del prodotto si incrementavano e mutavano nel corso degli anni novanta aumentando la giocabilità, ampliando la fascia di utilizzo e al tempo stesso provocando alterazioni non solo nella vita dei singoli ma della collettività.La rivoluzione cognitiva di cui si parla oggi interagisce con il vuoto lasciato dal crollo del bipolarismo, creando una sensazione di artificiale sicurezza, garantita da uno stato che rimane inerte innanzi alla rapidità dei mutamenti del tessuto sociale moderno.
Si sono formati luoghi analogici simili rispetto alle differenze spaziali: come habitat umano possono essere considerate le grandi città, le megalopoli tralasciando i problemi connessi alle variabili altimetriche, ambientali e climatiche tutti gli abitanti si riconoscono afflitti da problemi ricorrenti smog, stress, corruzione e criminalità dilagante. Il concetto di stato-nazione ormai non solo è morto bensì decomposto; si discute di Unione Europea, mercato planetario, Banca Mondiale.
La dinamica vorticosa del nostro presente è scandita dal happening, l' evento oggi si vive in funzione di se stesso: i ritmi temporali a cui siamo sottoposti sono ciclici e contraddittori come le collezioni di moda, il campionato di calcio o l'anno accademico. L' arco temporale può essere scandito dalla programmazione televisiva, visto che la divisione temporale medioevale cristiano-cattolica del giorno sottoforma di suon di campane oggi non è scomparsa come si potrebbe pensare, si è adeguata, semplicemente adattata da un ruolo di comando diretto ad uno di concorrente ad uno/altri oggi dominanti.
La storia non si ripete poiché gli scenari pulsano e vivono al di là dell' esistenza umana, potremo abdurre che le situazioni possano riprodursi in circostanze simili. Queste premesse sono tali da indurci a pensare ad un "accadde domani". Le fasi storiche umane sono oggi indissolubilmente abbracciate ai cicli economici che determinano l'esistenza dei protagonisti e dei disinteressati, degli spettatori, dei volti visibili e quelli non.
Le forme di spostamento sia fisico sia immateriale d'informazioni, merci, soldi hanno accelerato la regolarità degli abitanti di una parte del globo, ma si può parlare di rivoluzione quando assistiamo ad un cambiamento radicale improvviso, solitamente non previsto esattamente poiché caratterizzato da un fatto simbolicamente potente, scatenante (rivoluzione francese, costruzione della catena di montaggio, prima guerra mondiale, rivolta delle pietre, attacco alle torri gemelle).
Le possibilità di mobilità sociale sono aumentate sia verticalmente, facilitate da una scala di valori dominata dall'avere, che geograficamente, non che migrazioni o deportazioni non fossero già esistite nel passato ma i mass-media oggi hanno il potere di scegliere ciò che merita o è ritenuto avere importanza, facendo in modo che trenta albanesi sbarcati a Brindisi siano più meritevoli che la semplice citazione di guerre crudeli spesso lontane a volte no, che da anni ogni giorno affliggono il pianeta.
Le stesse comunicazioni via etere permettono sia ai soldati americani di sentirsi a casa, sia di accrescere l'odio della popolazione irachena a cui vengono mostrate immagini come al solito lontane e ben diverse dalla quotidianità dei singoli; teniamo a mente gli effetti sulla popolazione albanese da parte dalla tv italiana e tutte quelle conseguenze già scientificamente provate sugli effetti causati dall'apparizione quotidiana della morte e della violenza .
Con la caduta di un sistema di potere si assiste storicamente ad un periodo caotico di mescolamento, a riassetto dell'autorità che per motivi "umani" sembrano ricondurre verso una ricerca del mistico ed del religioso, sia come ultimo appiglio d'un fiume in piena d'eventi, che sottoforma di moda passeggera mostrandosi ora chakra ora new-age .
Il nostro mondo interdetto e dominato dal denaro sembra avere perso il timoniere, come un antico vascello in balia di persone che lottano con armi diverse per raggiungere un unico scopo.
Gli Stati Uniti pensavano che la caduta del pericolo rosso fosse stato un motivo sufficiente per ridurre le forze armate di un terzo, la domanda che dovremo porci è in realtà, se fossero bastate nel loro massimo organico contro tutta quella parte della popolazione mussulmana, non araba semplicemente, che diversamente da quello che pensiamo, acquista consapevolezza della propria situazione, del proprio potere e del numero consistente da essi composto, desiderosa di una rivincita o di un ricatto per troppo tempo aspettato .
Il primo conflitto è d'ordine linguistico, parlare di resistenza o ribelli, criminali o mujhaiddin all'interno della guerra irachena, tutti combattenti contro l'asse del bene, come Bush lo chiama.
L'utilizzo di una guerra preventiva da parte di uno stato non solo crea un pericoloso precedente, ma è forza intimidatrice verso paesi come l'Iran o la Corea del Sud alle prese con un ostacolato progetto di riarmo nucleare; sia a tutti quegli stati che ostacolino la pretesa americana di riportare un ordine, che, grazie alla micro e macro criminalità, non può neppure essere ostentato nel versante interno, figuriamoci in ogni angolo del globo. La speranza espressa da Gorge junior potrebbe essere un spaventapasseri, evitando di parlare di curdi in Iraq si mantiene irrisolta per l'ennesima volta, l'accesa speranza di un popolo di peshmerga in lotta da anni e diviso tra Turchia, Iraq, Iran e Siria di costruire uno stato sovrano libero e indipendente .
La povertà e l'odio creato dalle ingiustizie, costituiscono il carburante del fondamentalismo islamico, come per il Savonarola,che però ne uscirà esso stesso sconfitto quando le limitazioni imposte sono andate ad oltrepassare la soglia di sopportazione della stessa gente che lo appoggia.
In tutte quelle situazioni disumanizzanti, conflitto ceceno in testa, osserviamo che a causa delle privazioni cui sono costrette a sopravvivere le persone che abitano in luoghi dove non vi è la minima costituzione di ordine e la paura cresce pari passo con la violenza, che sommata alla privatizzazione del terrore, pone le fondamenta per la comparsa di gruppi paramilitari troppo spesso adibiti a svolgere compiti che per infamia e crudeltà sarebbero sottoposti al giudizio delle organizzazioni internazionali .
La Colombia, alla periferia dell'impero amazzonico, non dimenticando che esso rappresenta l'85% dell'acqua dolce del pianeta, oltre a essere un importantissimo punto d'estrazione di varie risorse minerarie e di pietre preziose, è insanguinata da più di dieci anni di guerra civile nella quale i governativi sono finanziati dagli USA, cartelli della droga si prendono cura di pagare svariati pubblici funzionari, i gruppi paramilitari gestiscono le attività di contro-guerriglia avendo cura di uccidere e deportare nelle prigioni di stato tutte le svariate forme di sindacalisti e tutti quei contadini che effettivamente coltivano la coca, non solo per ragioni di sostentamento e tradizione, ma che vengono assoldati dai trafficanti (los proprios e i chichipatos intermediari locali ) per la produzione, senza contare tutte quelle professioni nate come corollario al narco-traffico .
Oggi molte voci parlano di narcoterrorismo, soprattutto in relazione alla crisi colombiana, ma il versante politico delle FARC ( formata da sindacalisti, uomini di cultura e abitanti delle zone secolarmente meno avvantaggiate), precisa che almeno all'inizio della guerriglia i componenti della forza armata non governativa appoggiavano un progetto di estirpazione delle varie colture illegali fino ché l'operazione di finanziamento non sarebbe diventata così impellente e necessaria da rendere l'imposta sulle produzioni un'abitudine (il gramaje) .
Il vero problema è la controllabilità dei flussi finanziari, in primis quelli interni allo stato che
scompongono e destabilizzano l'ordine, anche gerarchico, delle varie autorità che compongono lo stesso stato sempre più sono coinvolte in lucrose attività illecite .
Osservatori più attenti o forse più scettici verso il normale flusso mediatico imposto, propongono per la Colombia un programma americano: narcotizzare, militarizzare, andinizzare tutti quei territori strategicamente troppo importanti, anche nel breve futuro, al posto di lasciarli in balia delle popolazioni indigene ormai dimenticate e diventate attori senza voce nel teatro internazionale, se non fosse per qualche gruppo metal che di tanto in tanto pubblicizza fatti di sangue come il massacro dei Chaiovas una tribù che ha deciso di uccidersi per manifestare contro la costruzione di una auto strada che taglia l'Amazzonia in due parti come un coltello. Il vero problema a questo punto non è tanto reprimere il narcotraffico quanto distinguerlo dalla quotidianità in un paese in cui il 53 % del popolo vive in condizioni di povertà e altri 6 milioni addirittura le sognano queste condizioni.
Il programma di War on the Drugs indetto dall'amministrazione Bush non crea nessuna condizione di rinnovamento sociale, ossia tutto ciò che auspicano tutti i colombiani, anzi addirittura si pongono le basi per una nuova esplosione di violenza non solo politica ma anche economica, la creazione di una nuova area di guerra
che potrebbe continuamente espandersi oltre modo unendosi agli altri focolai che pullulano in sud america .
La situazione irachena potrebbe riflettere le paure e i pericoli che troppo spesso vengono dimenticate o celate dall'oblio madiatico. La normale popolazione ormai esausta, cade facilmente preda della disperazione, una parola che non rientra in nessun vocabolario di testi che trattano le vicende storiche come accadimenti quasi impersonali.
La violenza viene esclusivamente combattuta con la repressione e la paura, ha come risultato la genesi di nuove manifestazioni dello stesso sentimento umano, che in determinate circostanze assume il ruolo di contesto ambientale producendo (negli individui che lo vivono) una tendenza a fini diversi da quelli cui (per fortuna) noi occidentali siamo abituati. I soldati americani dopo essere arrivati in Iraq cadono preda di depressioni o insonnia, i palestinesi crescono con la voglia e il desiderio di morire martiri per quella che per loro è una giusta causa.
La nostra storia è iniziata con la caduta del muro di Berlino, adesso gli israeliani intendono portare a compimento la costruzione del loro confine materiale cementato e osservato a mano armata. Se un domani forse non troppo lontano, quest'ultimo muro venisse a cadere noi saremmo dalla parte dei soddisfatti o degli sconfitti? Abbiamo noi stessi vissuto il sentimento popolare acutizzarsi su quello che era sopratutto in simbolo, quali e quanti concetti ha il mondo islamico nei nostri confronti? Facilmente dimentichiamo le nostre promesse non mantenute di libertà e auto determinazione dei popoli, cominciare da Laurence d'Arabia per finire al PKK; al regime talebano spalleggiato da interessi economici in grado di trainare gli indirizzi politici; l'Iraq è oggi pedina base per il controllo del Medio Oriente solcato dai due fiumi più importanti di una regione desertica, benché uno di essi sia stato deliberatamente prosciugato da Saddam per stabilire un controllo sul "popolo dei giunchi" i madan .
La guerra fraticida sunnita-sciita Iraq-Iran, ha avuto come conseguenza diretta un inasprimento delle ostilità tra le due fedi diverse, ma contemporaneamente ha incrementato l'ostilità verso il Satana americano, accusato non a caso d'essere un fomentatore dell'odio, di essere occupante sfruttatore dei territori e delle ricchezze arabe, di spalleggiare l'occupazione di Israele. Indubbiamente la caduta di ogni regime totalitario risveglia nella popolazione anche quella non apertamente ostile allo stesso, una forma di potenziamento morale poiché è cambiato oggi il loro status agli occhi del mondo. Perché grazie alle possibilità di presenza immateriale delle persone nei vari luoghi telematici, e alla velocità assunta dalle informazioni, dai dati, conduce verso una serie di ripercussioni sociali, economiche, forse ignorate volutamente da quella parte della società che Desmon Morris definisce "cleptocrazia" non partendo da nessuna ideologia politica bensì dall'antropologia, ritiene che come molti altri dietrologi, il motore primo sia costituito da un insieme d'interessi base di un processo fisiologico umano di tipo autocatalitico, non nascondendo nessuna obiezione al concetto che la violenza crea la violenza. L' Intifada palestinese, la jihad anti-sovietica,la guerra dimenticata della Somalia, il Sudan sconvolto da innumerevoli atrocità ma troppo povero per meritare un aiuto, ora l'Iraq, subito dopo la guerra all'Afghanistan e le fosse comuni dei musulmani dei Balcani,forse ci aiutano a comprendere almeno il disappunto verso la politica estera americana.
Bisognerebbe pensare alla situazione irachena, dopo la morte di Arafat, come possibile piedistallo per l'occidente verso quei popoli che ne hanno subito l'oppressione, una finestra che permette di vederci all'opera, utilizzando questa possibilità a "nostro vantaggio".
La pubblicità è diventata così importante da essere studiata, dovrebbe essere anche utilizzata per fini non totalmente "profani" come ricordato da appena trenta secondi realizzati da una nota compagnia telefonica italiana.
La guerra oltre a produrre morte, produce guadagni, sembrerebbe cinismo se non fossi caduto sulla realtà, in Iraq la confisca delle armi vive alimentata da un incentivi economici (200 dollari per ogni kalashnikov consegnato anche se al mercato uno ne costa solo 50). L'impegno militare italiano nel conflitto al terrorismo, non è sentito dalla maggioranza della società, se non come un'operazione di polizia internazionale, che pian piano assume le caratteristiche di pulizia internazionale per la maggioranza del mondo arabo.
Molte critiche nascono all'interno dell'universo occidentale, i vari Farenheit e altre inchieste appaiono contraddittoriamente prodotti di nicchia, il bombardamento d'informazioni può avere come conseguenza un'ignoranza strutturale, diversamente a quella sostanziale combattuta almeno in Italia con la televisione, contraddicendosi nei termini di funzionalità del progresso.
Le conservatrici società musulmane oggi si scontrano con il vorticoso e dinamico mondo moderno provocando al tempo stesso perdita di sentimenti tradizionali, questi ultimi guarda caso gli stessi fomentati dai vari gruppi estremisti di varia natura sciiti e sunniti.
Nei contesti di estrema povertà e frustrazione l'aggrapparsi agli ultimi baluardi d'identità comune, è una delle poche forze rimaste alla gente, conseguenza: le nostre tribune e le nostre discussioni vertono sulla violenza insita nella cultura islamica che prevede l'istituto del kamikaze, insistendo, senza almeno parlare del contesto in cui le popolazioni noi nemiche, vivono ogni giorno della loro esistenza e su quali sono state le condizioni che hanno realmente prodotto l'odierna situazione.
Se l'Iraq diventa un conflitto duraturo, forze di varia natura potrebbero interessarsi all'esito della guerra, oppure altre potrebbero interessarsi alla non risoluzione.
L' INDIPENDENZA ECONOMICA DEL TERRORISMO E LA NASCITA DEGLI STATI-GUSCIO
| Si, sono un terrorista, e ne sono orgoglioso. E sono favorevole al terrorismo nella misura in cui è contro il governo degli Stati Uniti e contro Israele, perché voi siete peggio dei terroristi; siete quelli che il territorio l' hanno inventato e lo sfruttano tutti i giorni. Siete macellai, bugiardi e ipocriti. Ramzi Yusef, nel corso del processo per l' attentato del 1993 al World Trade Center |
Durante la guerra fredda, i governi americano e sovietico sponsorizzavano vari gruppi armati in ogni parte del globo occupandosi non solo di un sostegno finanziario ma anche di armi, addestramento militare e tattico.
Alcuni gruppi come i CONTRAS in Nicaragua sono stati creati per lo scopo solo e unico di destabilizzare un'area. Le bande armate degli anni '50-'80 si possono definire come terroristi di stato che combattevano guerre per procura, essendo stipendiati con soldi pubblici e svolgendo un compito per i mandanti. Sullo stile dei pirati che il governatore della Jamaica autorizzava ad attaccare le navi spagnole (lettera corsa): utilizzare la criminalità come arma.
Parleremo quindi di terrorismo di stato per comprendere non solo i dinamitardi bensì tutti i gruppi armati che utilizzano la tattica del terrore sui civili (rastrellamenti, esecuzione pubblica di personaggi simbolici, saccheggi, attentati verso vittime occasionali, minacce, lo stupro utilizzato come arma soprattutto in Africa).
I piccoli gruppi scelti dovevano promuovere la guerra psicologica ed economica come le FARC in Colombia e le FNLFM nel Salvador che miravano a colpire le infrastrutture, linee elettriche e telefoniche, centrali, industrie, ponti e strade, impianti agricoli. L' idea che era alla base di questa tattica era motivata dal fatto che le brigate FNLFM erano composte prevalentemente da contadini di zone desolate come Morazan e Chalaenango perdipiù già distrutte da anni di guerra civile, il sabotaggio economico nazionale non avrebbe influito sulla loro struttura finanziaria gestita in modo medievale guerresco: rapine, sequestri, estorsioni e pedaggi imposti sulle persone fisiche e sulle merci, non dimenticando mai il sostegno economico dell' URSS. L' obiettivo era di colpire e distruggere a medio-lungo termine l'economia salvadoregna per sostituirla con la propria. La fine della guerra fredda coincise con il termine del conflitto: il governo non cadde e il FNLFM si presentò come partito politico alle elezioni.
Quindi non riuscì nell'obiettivo proposto a differenza di SENDERO LUMINOSO che occupa l'alta valle di Huallaga in Perù ad un altitudine variabile dai 500 ai 2000 metri. Alla fine degli anni '60 la riforma agraria si era rivelata un disastro: i raccolti erano andati male e le popolazioni del posto erano alla fame.
La pianta di Erythroxycon Coca era l' unica a sopravvivere in un ambiente caratterizzato da un suolo e condizioni climatiche così ostili tale da negare lo sviluppo delle specie non autoctone: in meno di un decennio un agricoltura di sussistenza si è trasformata in una proficua attività commerciale che rendeva ben più del necessario.
Nel 1978 il governo salvadoregno spalleggiato dagli USA, dove il consumo di droga cresceva, tentò di smantellare le piantagioni che aumentavano d'anno in anno, raccolto in raccolto assieme alla domanda.
Il feroce cartello di Medellin, lo stesso che offrì al governo la cifra corrispondente al deficit se questi in cambio, avesse rotto il trattato sull'estradizione internazionale, oltre che terrorizzare le popolazioni di Valle Alta, aveva grossi problemi visto che, i piccoli aerei erano costretti ad atterrare in aereoporti di fortuna nella giungla infestata da ogni sorta di guerriglieri e regolari. SENDERO LUMINOSO d'ispirazione socialista alimentò la nascita del primo sindacato di coltivatori cocaleri ottenendo nel 1988 due risultati: un sensibile aumento del prezzo e un incremento della produttività, estendendosi le piantagioni a circa 211.000 ettari. La banda armata occupava militarmente la vallata rendendo quindi le spedizioni aeree più sicure poiché non solo i Senderidas gestivano una sicura e stabile pista d'atterraggio, ma operavano anche da cambiavalute per i messicani che scaricavano dollari e caricavano la coca di prima lavorazione e quindi di ottima qualità.
Le circa 66.000 famiglie oltre ad essere protette dai Senderitas che si occupavano di sanità, istruzione, infrastrutture e assistenzialismo guadagnavano (fonti stimate) circa 3.639 dollari annui contro i 1.000 del resto del Perù: nasceva così uno stato guscio.
Esso, strutturato attorno ad un economia di guerra prodotta dalla lotta armata, i cui dirigenti offrono un lavoro ed uno stipendio agli aderenti, spesso i capi coincidono con una élite militare che utilizza la forza militare per la persecuzione di fini particolari.
Uno stato guscio è caratterizzato da: il monopolio dei mezzi di coercizione, la territorialità, il fisco, la "burocrazia pubblica" ma manca di sovranità, costituzionalità, prevalenza della legge, impersonalità dei poteri e di legittimità dell'autorità e della cittadinanza (definizione di Christopher Pierson).
Arafat è stato il primo leader arabo a comprendere la necessità di raggiungere un indipendenza economica come punto di forza e continuità dell'OLP, oltre che ridurre il regime di sudditanza dalle nazioni che erogavano il denaro decise di creare Samed, una vera e propria colonna industriale economica che oltre a offrire un lavoro alle milizia di profughi e uomini che hanno perso tutto con la guerra, apportano un utile economico e garantiscono un forte appoggio popolare. Quest' ultimo di vitale importanza nella situazione palestinese dove l'esasperazione dei singoli, che troppo spesso vengono persi dal controllo dell'autorità palestinese, accrescendo le fila dei gruppi estremisti che con le parabole della religione istigano l'odio e la violenza.
La morte del leader arabo, sicuramente produrrà un'accelerazione dei finanziamenti delle organizzazioni islamiche nei territori occupati sia attraverso l'introduzione d'armi che, al finanziamento diretto del popolo, che vive alimentato dalle televisioni musulmane e oppresso dalle rappresaglie degli israeliani, che oltre a distruggere tutte le infrastrutture e la segnaletica stradale si prendono la briga di abbattere non le case abusive, bensì quelle delle famiglie dei kamikaze, a cui associamo un abbassamento d'età e l'apertura all'utilizzo delle donne.
L'interesse americano è orientato a mantenere netti i confini tra i due conflitti, quello israelo-palestinese da un lato e dall'altro quello americano-resistenza irachena pro, contro Saddam; i liberi volontari che si distinguono ancora nel mondo musulmano, i mujhaidun, per la loro difesa dei valori religiosi e delle terre islamiche e le varie milizie armate ma senza né ordine né gerarchia dei vari al-Sadre o i soggetti realmente pericolosi capaci di colpire in occasioni particolari, e sfruttando a piacimento l'onda mediatica provocata sia sul fronte pubblico internazionale, che all'interno delle cerchie dei componenti dei diversi gruppi, che arrivano addirittura a cooperare. Le decapitazioni degli occidentali hanno più funzione di scoraggiamento verso i singoli cittadini che si trovano o volessero arrivare in zone di guerra, che non intimidazioni verso gli stati che armano la coalizione verso l'asse del male.
L'esperienza irachena ci dimostra che il controllo sul territorio non è aereo, bensì basato sulla capillarità delle truppe a terra, impresa tentata con scarsi risultati anche in Afghanistan dagli USA, che per la prima volta con l'attacco alle torri gemelle hanno conosciuto la guerra sul loro suolo. Attacco che ha avuto protagoniste armi non convenzionali, con modalità non previste per nessun reparto di eserciti occidentali, nonostante i salari altissimi dei loro soldati: il suicidio.
L'ISLAM
| Grida, in nome del tuo Signore, che ha creato l'uomo da un grumo di sangue! Grida! Che il tuo Signore è il Generosissimo. Colui che ha insegnato l' uso del calamo, ha insegnato all' uomo ciò che non sapeva. L'angelo Gabriele a Maometto (Corano XCVI, 1-5) |
Oggi circa un miliardo e duecento milioni di uomini e donne si riconoscono nel credo rivelato a Maometto da Allah (Dio unico e universale) e da due angeli conosciuti anche nelle altre religioni monoteistiche: Gabriele e Michele.
Il profeta è l'ultimo di una serie (Abramo, Mosè, Gesù) che trasmette il sapere agli uomini grazie al volere di Dio. Il Corano ( qur'an = ad alta voce) è l' insieme delle rivelazioni e degli insegnamenti raccolti in 134 sure scritte in versi.
A differenza delle altre religioni l'Islam fu dalla morte di Maometto caratterizzato dalla frammentazione, e dalla mancanza di un clero forte e strutturato gerarchicamente, quindi rigido.
Durante il corso dei secoli vari interpreti e commentatori hanno elaborato dottrine diverse; questa frammentarietà paradossalmente ha creato un regime di stasi ideologica, concausato dallo stesso concetto arabo di innovazione-progresso, che ha colorazione spiccatamente negativa a differenza del termine conservazione-tradizione-bene. Infatti, tutti i movimenti riformatori nati dalla spinta anticoloniale, esplicitamente negavano che la società occidentale (identificata con il modello francese e inglese) fosse adeguata e sovrapponibile con la concezione di stato islamico. Esso prevede come ordinamento giuridico la šhaira ossia legge islamica prodotta dalle radici (usul) musulmane identificabili con il Corano, gli Hadith, e la Sunna (traducibile con la tradizione comportamentale derivata dai moduli comportamentali non solo eseguiti ma anche evitati da Maometto).
Il Fiqth (diritto islamico) è interpretato analogicamente direttamente dalle fonti, esempio: non si beva il vino poiché provoca ebbrezza ? tutti gli alcolici sono resi proibiti poiché provocano ubriachezza. La differenza principale con gli altri sistemi giuridici è la previsione di una pena ultra terrena oltre a quella terrena. Inoltre i comportamenti sono divisi in cinque categorie, a confermare la sovrapposizione tra religione e diritto: obbligatorio, raccomandabile, lecito, condannabile, proibito .
Sono quattro le principali scuole Sunnite d'interpretazione delle fonti immutabili del diritto, che però spesso concordano su molti punti e spesso divergono su interpretazioni di pagine oscure o ambigue. Data la staticità del Corano, si osserva una tendenza alla chiusura addirittura alla civiltà mongola seppure islamizzata. Tenendo a mente l'estensione dell'impero arabo era necessario imporre una tassa sulle popolazioni conquistate sul modello dei precedenti imperi.
I movimenti riformatori sono conservatori oltre che reazionari come i Fratelli Musulmani in Egitto, o il movimento Wabbita in Arabia Saudita che si pongono come scopo il recupero degli originari valori arabi e un modello statuario che rispecchi il periodo dei califfi ben guidati il ritorno ad un modello sociale del VI secolo.
All'interno dell'islam le scissioni sono di carattere politico-storico come nel caso del binario principale ( sunniti-sciiti ) talmente forti che Osama bin Laden considera meglio gli infedeli che gli sciiti, ponderati come animali. Le varie scuole mistiche sufi tendono verso un innalzamento spirituale attraverso le danze rituali mistiche, particolari canti e la meditazione.
Anche se la religione è collante comune, rileviamo spesso una forte determinazione contraria di alcune popolazioni all'arabizzazione: il dari, l'erede dell'antico persiano è la lingua comune più che ufficiale dell'etnia pashtun in Afghanistan, i turchi nonostante siano troppo musulmani per entrare in Europa e avendo ancora la pena di morte sono anche disprezzati dal mondo islamico a causa della laicità che l'impero ottomano volle imporre insieme al turco che essendo la lingua ufficiale dell'impero tendeva a sopprimere l'arabo .
L'islamizzazione è fortemente accentuata dall'Arabia Saudita attraverso l'invio di iman e la realizzazione di opere caritatevoli, le uniche credibili dalla popolazione.
IL CROLLO DEL BIPOLARISMO
| "Rosso di sera bel tempo si spera"
Proverbio popolare italiano |
XXI secolo, ancora guerra dopo il crollo dell'Unione Sovietica e la fine di quella che è stata considerata da molti la terza guerra mondiale ossia quella fredda: un conflitto insolito il cui esito conosciuto e denominato da molti come olocausto nucleare, ha da solo scongiurato la direzione diretta e aperta delle ostilità tra le due superpotenze. Le quali, dopo il secondo conflitto mondiale avevano soggiogato l'intero pianeta secondo una suddivisione scacchistica del globo, attraverso le aree d'influenza, paesi satelliti, stati cuscinetto e posizioni strategiche .
Una guerra che è stata in realtà combattuta semplicemente mostrando i muscoli se si escludono i morsi inferti qua e là dalle guerre locali e civili nelle zone periferiche di un mondo che dopo il 1939/1945 appariva semidistrutto e spaventato.
La ferita lasciata aperta nel cuore dell'Europa e la divisione attraverso la stigmatizzazione delle due ideologie dominanti: il capitalismo nord-americano e il socialismo reale, era combattuta attraverso i media, la cultura, lo sport, il terrorismo di stato.
Gli anni 50 e 60 sono caratterizzati nel mondo occidentale dalla diffusione di un modello di vita d'esportazione americana, dove l'attrazione dei cosiddetti valori indotti sospinti dagli investimenti americani e questi ultimi garantiti grazie al sistema di convertibilità del dollaro con gli accordi di Bretton Woods del 1944, che permetteva di guadagnare dollari semplicemente per il fatto di averli, sospinse anche verso la produzione di moneta statunitense e l'incameramento da parte delle banche a stelle e strisce di moneta cartacea.
Imponendo oltre ciò, al mercato del greggio il pagamento del dollaro, si aggiungeva una costante quotidiana fonte di guadagno sulla trattazione del petrolio da parte dei concorrenti, in piena ricostruzione nel momento in cui la crescita della domanda della preziosa fonte energetica è in continuo aumento.
L'altro polo invece tendente per sua natura all'industrializzazione pesante ( ricordiamo che il comunismo è l'ideologia degli operai ) e alla produzione bellica, come un mostro fagocitava volumi immensi di rubli e assunse, con un cinquantennio di corruzione, abbandono e degrado, il ruolo mondiale di mercato di armi e uomini da cui ex ufficiali e normali trafficanti attingono come l'acqua in un pozzo (3/4 dell'uranio commerciato illegalmente è di provenienza ex-sovietica) .
I paesi cuscinetto come Taiwan, il Pakistan, nei Balcani, la Grecia, l'Albania e la Jugoslavia, frontiera e naturale crocevia di tre continenti, erano strettamente controllati ed assumevano una posizione di stallo, affaticamento e indebolimento della potenza avversaria.
Concepite allo stesso modo furono le guerre vietnamita, afgana e coreana, senza trascurare l'ormai cinquantenne fronte sulla costa mediterranea del Medio Oriente.
L'Africa ridotta ad essere un continente abbandonato e diviso artificialmente dai netti confini coloniali europei, viene a conoscere gli scontri tra etnie diverse, guerre civili e non, tutto ciò cosparso da una bella dose di pulizia etnica.
Con l'avvento dell'AIDS nel continente più povero, con un elevatissimo tasso di natalità e mortalità infantile, isolata economicamente anche dal mercato mondiale delle banane e dei preservativi, l'Africa riveste il ruolo minimo di fango in cui le anguille delle multinazionali razzolano in lungo e largo…
Durante la guerra fredda l'ordine mondiale era garantito da un insieme gerarchico di una scala d'allarme, che come abbiamo visto non culminò con l'ultima fase: la guerra atomica.
Quando l'Unione sovietica precipitò nel baratro non si capì o non si volle riconoscere che ogni dopoguerra è all'inizio difficile, poiché le variazioni prodotte dalle conseguenze del conflitto nei ruoli di status tra vincitore e vinto, furono apprezzate da tutti, ma facendo ciò s'ignorarono tutti quei processi simili alla balcanizzazione e quei focolai che seppur minimi rispetto all'euforia della vittoria continuavano non solo ad ardere ma si estendevano con una forza centrifuga che in una situazione di non costrizione può liberarsi.
Questo periodo coincide almeno in parte alla proliferazione nelle regioni e nelle valli occupate militarmente e adibite alla coltivazione, stoccaggio e raffinazione di prima fase delle droghe. Un mercato che fornisce denaro sonante sia a signori che godono di poteri feudali, sia alle organizzazioni terroristiche dalla natura più disparata: dalle FARC in Colombia ai guerriglieri afgani e pakistani, nel triangolo d'oro Cambogia, Indocina, Vietnam, per dirne i principali e i meglio conosciuti. I reati si mescolano e si fondono, capire la differenza tra un' organizzazione mafiosa tesa al guadagno privato ed esclusivo della stessa dal gruppo terroristico e/o paramilitare che decide metodologie per autofinanziarsi sia sulla base delle proprie capacità tecnico-operative, sia dalle motivazioni ideologiche e religiose, d'identità nazionale o d'appartenenza al clan: vediamo così che le Brigate Rosse in Italia, come i Tupamaros a Montevideo considerano la rapina in banca un comune gesto d'autofinanziamento lecito così come l'esproprio proletario (tornato alla ribalta nel novembre 2004). Tutti i fondi andavano a sostenere una lotta armata "civile" vissuta nella clandestinità, ricordando le celebri camere stagne dei brigatisti. Ora le rapine non offrono più del business collegato all'ampiezza mondiale dei mercati delle merci in nero. Oggi i reati a cui i terroristi ricorrono per il proprio sostentamento sono vari ed eventuali, aldilà della normale economia di guerra composta da rapina e dazio.
Possiamo notare che il semplice sequestro di persona è una fiorente attività in Cecenia, così come oggi in Iraq, che all'inizio genera un forte incremento del guadagno (le vittime appetibili sono gli occidentali che tendono per reazione a scomparire), per poi ridursi ad una funzione di sostentamento grazie agli strati più abbienti della popolazione che, anche a medio termine, migrano con i loro soldi verso aree più sicure.
I territori che si trovano in una situazione di vuoto cadono nel caos: situazione molto simile a livello macroscopico a quello che è successo con il crollo del URSS.
La banda armata, il gruppo, loro oggi sono il nemico tuonante di Bush che ha annunciato la "guerra" al terrorismo, ma questa necessitè di due stati, diverse entità contrapposte spesso per una contesa di dominio territoriale, ma il terrorismo ora è multietnico, sovrannazionale (FIM), che tende alla coesione, appoggiato e favorito in alcuni casi dalla criminalità, cerca di collocarsi a portabandiera di "popoli" nella maggior parte dei casi "prodotti" sottosviluppati ed espressamente poveri che nella stragrande maggioranza rivendicano un sentimento d'identità che non si rispecchia in una sovranità territoriale. Lecito è dunque chiedersi gli israeliani si e i curdi no?
L'Occidente così placidamente addolcito dalla comodità consumista, un giorno manifesta per la pace nel mondo e un'intera estate consuma per i condizionatori più di un intero anno d'Africa. Teniamo a mente che uno "stato" è un'entità artificiale, per questo non considerabile perfetta, addirittura alcuni casi sembrano offrire un esempio di come fattori comuni della vita quotidiana e i rapporti con l'ambiente circostante determinino in parti del mondo lontane tra loro comportamenti simili per modalità e obiettivi. Il codice Barbaricino, simile all'Adat ceceno, o alle varie tipologie di norme comportamentali legate al mondo agricolo-pastorale che si scontrano e vengono ad infrangersi con le tipologie occidentali imposte.
La struttura statale politica della maggior parte degli stati arabi/medio-orientali sono semplici contenitori artefatti di tribù e clan tenute assieme e allo stesso tempo divise dalla fede verso il profeta Muammad che la libertà interpretativa offerta dal testo sacro, il Corano che insieme agli Usul e agli Hadit vanno a costituire la matrice del diritto islamico il Fiqt.
Unità e frammentarietà convivono oggi come da sempre, negli scontri all'interno di una civiltà composta principalmente da tribù e chefferie (comunità di poche migliaia d'uomini dove viene esercitato un controllo primitivo dell'informazione, gli scambi sono ridistribuiti, appare in esse la stratificazione verticale della società).
L' esempio più noto è purtroppo rappresentato dai casi di violenza carnale (vera o presunta) punita dalla famiglia della vittima con l'espulsione della stessa e dall'omicidio punitivo del accusato. Non sorprende il fatto che, il delitto passionale sia represso con pene minori nella quasi totalità del mondo arabo; non dimenticando che questo reato veniva punito anche in Italia con pene minori rispetto il caso del omicidio semplice.
DUE ESEMPI DI DESTABILIZZAZIONE DELL'ORDINE A FAVORE DELL' ANARCHIA
i Balcani e la Cecenia | "Tutti i matrimoni felici si somigliano ogni matrimonio infelice è infelice a modo suo" Anna Caterina Tolstoj |
Parlando di Balcani la prima domanda è obbligatoria: includere la Grecia? La penisola adiacente all'Italia, detta l'oriente d'Europa, teatro di scontri e invasioni straniere, data la sua peculiare posizione tra il mare Adriatico e il mar Nero e la sua separazione fluviale offerta dal Danubio, che da sempre svolge il compito di frontiera. Non che esso non sia navigabile ma semplicemente per il suo carattere oggettivo di separazione e per la facilità di scambio merci e rifornimenti, già ai tempi dei romani.
Con l'avvento dell'impero ottomano e la sua cacciata alle porte di Vienna nel 1683, i musulmani rimasero parte di minoranza di una popolazione in un territorio prevalentemente montuoso caratterizzato dalla scarsità di piogge stabili e dalla rigidezza del clima, contrariamente alle isole e alle coste concentrate nel clima mediterraneo.
Gli abitanti dei Balcani originari erano principalmente pastori nomadi, tanto che i villaggi pedemontani e quelli d'alta quota si popolavano ora l'inverno ora l'estate seguendo il corso della transumanza.
Soprattutto dopo la seconda guerra mondiale con l'avvento di Tito e la sua politica di non allineamento internazionale, venne acquisita la consapevolezza di aver riunito sotto un'unica bandiera etnie e popoli diversi tra loro in lingua, religione e costumi. Scarsamente dotata di risorse petrolifere, minerarie e attività fiorenti come l'agricoltura, se eliminiamo i territori pianeggianti orientali, la regione è stata per tanto tempo considerata, sia da Bisanzio che dagli Ottomani, uno spreco di risorse e una scarsa fonte di ricchezza. Essa è stata il bastione antiottomano, un impero di fede musulmana che controllava le province lontane semplicemente rilevando imposte e producendo la nascita di un forte sentimento antistatale.
I monti coperti di foreste, rappresentavano così come per i Ceceni un rifugio sicuro, impenetrabile agli eserciti stranieri, essi consentirono così la nascita di una resistenza animata da un sentimento di identità culturale ancorato alla vita agro-pastorale; connotata da un intenso senso di libertà da un lato e dall'altro ancorata ad una forte coesione familiare, dove il clan e il prestigio sociale sono state integrate dall'inizio del '900 con una forte tendenza alla nazionalizzazione attraverso la creazione di stati; ma nella sostanza le popolazioni erano già di per se seminomadi a causa di una economia rurale o per le migrazioni forzate da eventi naturali o artificiali.
Queste ultime manifestate dalle deportazioni e dalle pulizie e purificazioni etniche ( etnico kruscenie ) operazioni miranti all'omogeneizzazione nazionale forzata la cui alternativa è l'assimilazione o l'integrazione, pena il conflitto, la cui apertura è data da un indicatore quantistico.
Durante tutti i periodi d' incertezza ecco ricomparire le vecchie forme di organizzazione patriarcale:
le bande armate ( KLEPHTES-HAJDUKII-COMITADJI ) funzionali ad un capo guerriero, solitamente agiscono in ambito regionale.
Oggi sono organizzate sia a finalità criminale-mafioso ( il fine dell'attività illecita è il lucro personale e del gruppo) e terroristica dove denaro e azioni tendono verso un'alterazione delle istituzioni politico-amministrative del governo o del regime dominante.
I membri delle bande armate, da sempre radicate nel territorio, hanno due possibilità di vivere in clandestinità (con tutte le conseguenze negative di questo stile di vita, caratterizzato dalla sicurezza, dalla limitazione della libertà di movimento, e dagli alti costi di una vasta rete necessaria di fiancheggiatori reali e personali).
Nelle situazioni di vuoto statale appare l'ordine riportato dalla violenza dei gruppi terroristici che operano su un territorio possibilmente aspro e coperto da vegetazione fitta, scarsamente attraversato da vie di comunicazione, per di più gelosamente controllato da check-point, favoriscono lo sviluppo dei dazi d'origine medievale e l'acutizzarsi del fenomeno del contrabbando (nel conflitto afgano-russo un vero e proprio business lungo le pipline, lubrificate dalla corruzione e costruite per approvvigionare la resistenza). Caso per alcuni versi esemplare dell'abbandono di questi territori dei Balcani, sia da parte degli investimenti che della pubblica amministrazione, lasciando fino ai giorni nostri un paese quasi incontaminato, se non fosse per l'utilizzo di alcuni parti di esso a discarica, anche di sostanze tossiche.
La vera risorsa di questo popolo è oggi la sua manodopera poiché la popolazione è costituita per la maggior parte di giovani.
La Jugoslavia è un esempio del tramonto di un regime rimasto vittima delle forze centrifughe etniche che tornano a riacutizzarsi nel momento stesso in cui è sorta la consapevolezza di indebolire il potere centrale, un processo la cui sottigliezza e inevitabilità viene percepita e sfruttata dai ribelli come contesto migliore per intraprendere un'azione violenta tesa alla sovversione del potere.
Così come il generale Dzhokhar Dudaev che delegittimò gli organi sovietici presenti sul territorio ceceno fu eletto presidente nel Novembre'90 e subito dopo nel Giugno del '91 dichiara l'indipendenza da Mosca. Lo stesso periodo che vede il passaggio del testimone da Gorbaciov a Elsin, Dudaev assalta la sede centrale della televisione, abbatte una statua di Lenin al centro della piazza di Grozny, dopo aver attaccato la sede del KGB e averne ucciso il segretario, confisca tutte le armi. A questo punto ha inizio la prima guerra cecena se si dimenticano gli scontri pressoché usuali che dal 1500 i popoli caucasici hanno con le potenze invasori. Dudaev giura sul Corano, la religione musulmana è la coloritura giusta per un conflitto che come una frittata girata da Mosca, che dopo l'11 Settembre indica come terroristi integralisti islamici i ceceni, soprattutto dopo l'assalto al teatro di Mosca della strada Dubrovka (un assalto il cui tentativo di "liberazione"degli ostaggi costa la vita a 117 persone quasi tutti spettatori). Dudaev generale dell'aviazione sovietica e comandante di squadriglia aerea di bombardieri nucleari crea un efficiente esercito motivato da una forte identità indipendentista. Arruolò i giovani disoccupati e concesse l'amnistia il giorno della sua elezione a presidente nelle quali fu designato soprattutto capo della popolazione contro il nemico russo, tanto che per le strade di Grozny i militari venivano regolarmente attaccati dai civili ceceni nell'inverno 1992…
Sia il Kosovo che la Cecenia lottano per l'indipendenza da un potere centrale, non solo non riconosciuto, ma odiato.
Un'alta similarità è data dal funzionamento di crocevia sia di alcuni territori balcanici (il triangolo Belgrado-Sofia-Salonicco) che il territorio dei ceceni essendo una vallata e garante dell'oleodotto (Baku-Thiblisi) di riparo e passaggio, questo ultimo non più, dato che le quantità di greggio regolarmente sparito nel tratto di 150 Km sul territorio ceceno cade vittima di guerriglieri, bande, funzionari corrotti per una somma di circa 1MLD di dollari l'anno e 120T tra il '97 e il '99.
Considerando il ruolo giocato dal controllo delle risorse e dalle sue modalità di trasporto e raffinazione, gli stati più potenti tendono ad avvantaggiarsi sugli altri o mettendoli in contraddizione provocando conflitti intestini.
La Cecenia però perde la sua centralità il 17 Aprile 1999 quando Washington annuncia l'entrata in funzione del nuovo oleodotto che da Baku arriva a Supsa (un porto georgiano e non più russo) trasporterà l'oro nero senza intoppi. Subito dopo a Giugno dello stesso anno verrà determinata la chiusura dell'oleodotto russo: l'unica risposta possibile è rendere l'instabilità una parola comune per tutti i territori caucasici, zona di passaggio delle droghe orientali verso l'occidente, generando la possibilità di autofinanziamento delle milizie locali, efficaci ed efficienti vista la loro storia, insieme alla disponibilità di armi di provenienza ex-sovietica. Una manovra riassumibile con la frase: "Se non io nessuno". Putin intanto, dopo essersi realizzato in ambito politico proprio con il conflitto ceceno, sbandiera ai quattro venti lo scoppio della seconda guerra russo-cecena dell'era post-sovietica nel 1999. Dopo l'11 Settembre e le dichiarazioni di solidarietà russa ( ricordiamo che Putin fu il primo a telefonare a Bush) Putin nell'Ottobre 2002 con l'attentato della Dubrovka dichiara la fine della guerra e l'avvio di un processo di "normalizzazione" del territorio ceceno, attraverso il lancio di una Costituzione cucita addosso a pennello come un abito di sartoria ai culi neri ( azerbuti che corrisponde al nostro terrone-terun'). La prima guerra russo-cecena (1994-1996) aveva visto un'osservazione dei media russi, ma oggi il presidente della federazione impone la restrizione della libertà di stampa e invita i giornalisti concittadini all'autocensura. Il primo conflitto era diventato un massacro tale ("le madri dei soldati" è un comitato che lotta per la denuncia delle condizioni di vita dei loro figli e per ottenere la loro salvaguardia psico-fisica) che i soldati russi assunsero il ruolo di giovani inesperti, perennemente ubriachi di vodka, inclini allo stupro, trattati come animali e merci di scambio tra gli ufficiali. Tutto ciò accadeva sotto gli occhi di tutto il mondo cosicché Elsin perde la poltrona e Putin da bravo discepolo ha saputo guardarsi dagli errori del maestro, universalizzando da un lato l'informazione e reprimendo le versioni differenti.
Gli scontri forzati del nazionalismo esasperato con gli antichi fuochi delle tradizioni popolari, sono spesso avvantaggiati da contrasti linguistici e storico culturali: se le lingue sono simili degradano ancora di più le situazioni perché i confini si fondono. Se per un russo è inconfondibile il dialetto ceceno per il suo accento, e viceversa, non deve stupire che l'assenza della forma scritta della lingua caucasica fino al 1925 si spiega per lo stile di vita basato sulla pastorizia seminomade connotata da una forte tendenza "conservatrice" della conoscenza e della tecnologia.
L'utilizzo o meno della propria lingua da parte di un gruppo terrorista, sia per le comunicazioni che per le rivendicazioni o informazioni che si propongono, è un indice di coesione.
Spesso un gruppo terroristico è estremista, esso non può accettare compromessi dal momento stesso, che la condanna per azioni da parte opposta viene considerata guerra, la risposta è violenta.
I movimenti guerriglieri e terroristici sono perfettamente a conoscenza della disparità numerica ed economica rispetto al nemico, privilegiando la scelta del campo di battaglia come arma ulteriore contro le truppe regolari, facilmente riconoscibili dall'uniforme e dai veicoli a differenza dei combattenti della
resistenza che indossano abiti civili e azionano bombe nascoste tra i rifiuti ai margini della strada, con telecomandi per antifurto, per poi sparire tra la folla terrorizzata .
Il problem-solving del terrorista non è simile a quello delle nostre azioni quotidiane?
Nell'arduo compito di un attentato dinamitardo-esplosivo è necessaria una conoscenza cronologica, planimetrica di immobili, di organizzazioni, di singoli, ma resta la costante di non farsi arrestare (specialmente prima del fatto): colpire senza lasciare tracce materiali, se non volute .
Non dimentichiamo che una somma di denaro spesa al mercato nero per comprare esplosivo (di qualsiasi tipo), differisce dal tipico investimento mafioso su una sostanza stupefacente, destinato non solo a tornare nelle mani dei proprietari, ma che è in grado di generare profitto. Il denaro investito nell'acquisto di bombe, se non in condizioni particolari, non consente alcun vantaggio economico; quel denaro esplode determinando una condizione di paura e insicurezza all'interno di una società civile, provocando una caduta della domanda sui beni d'utilizzo domestico e il crollo del turismo. Quando la popolazione è terrorizzata evita di uscire di casa, di utilizzare i mezzi pubblici, di ritrovarsi in grossi affollamenti, un concerto o una discoteca diventano obiettivi.
Due sono le strategie possibili: assassinare la celebre personalità ed appoggiarsi all'ondata mass-mediatica provocata, oppure puntare su un attentato che determini la morte di un numero elevato di persone. Si instaura così una condizione sociale di paura; la possibilità che le bombe siano altre persone tra di noi accresce il sentimento di mancanza di quella civile convivenza che, a differenza delle piccole società arcaiche, ci impedisce di ammazzarci l'un l'altro semplicemente perché tra noi concorrenti in un ambiente ostile che non supporta l'esistenza di un'elevata popolazione all'interno di un territorio.
I Balcani sono solcati da strade dove la popolazione s'incontra per fiere o mercati che finiscono per diventare città. I confini vengono presidiati: un'idea austro-ungarica per fronteggiare l'impero ottomano era l'utilizzo dei "grenzer" (soldati coloni) a cui venivano assegnati terre e bestiame in cambio di un servizio militare di una settimana ogni tre, costoro non furono austriaci come si potrebbe pensare bensì serbi che provenivano dall'impero turco in qualità di profughi a causa della loro religione. Nei recenti dibattiti si amplifica lo scontro tra cristianesimo e Islam ma il conflitto cattolico-ortodosso non è da meno.
La mescolanza d'etnie diverse per lingua, culture e religioni sembra essere un meltin' pot all'americana maniera dove tutti vivono bene ognuno nel proprio ghetto. Ogni zona di passaggio è fonte di potere su tutti coloro che fruiscono del servizio sia direttamente che indirettamente.
La guerriglia cecena traffica da almeno dieci anni con varie organizzazioni mafiose russe, la mafia albanese controlla vaste regioni della penisola balcanica occidentale svolgendo una funzione di smistamento e partenza, soprattutto di quelle sostanze stupefacenti che vengono stoccate e raffinate nella zona orientale, subito dopo essere arrivate principalmente dalla Turchia
Per offrire un semplice esempio di violenza politica nei Balcani, basta ricordare l'omicidio di Stjepan Radic, fondatore del partito croato dei contadini ucciso nel parlamento di Belgrado, dal deputato serbo-montenegrino Punisa Racic, il 20 giugno 1928.
L' islamizzazione, come tutte le forme d'estremismo religioso che ritornano ad esistere nel momento della esaltazione assoluta di ciò che è materiale, è negato alla vasta gamma della popolazione, che esercitando una forte fede ritrova quella sicurezza ed esce da quella spirale di paura e disperazione.
Nascono così l'intifada, così si forma e rinforza l'islamismo wabbita in cecenia, in Bosnia Erzegovina, l'avamposto musulmano in Europa, dove al-Quaeda cerca terroristi con fattezze occidentali tali da ingannare il muro della diffidenza degli uffici governativi e della popolazione civile.
L'Arabia Saudita paladina di una islamizzazione che si esplica attraverso la rete di moschee e mandrase, che tra l'altro incitano l'odio e professano la violenza come unico strumento di lotta contro il satana americano. In situazioni di totale povertà, mancanza di futuro e incertezza nel presente, il martirio viene vissuto come una forma di riappropriazione di dignità.
Il sacrificio di un uomo, in più conferisce prestigio sociale alla famiglia e al clan d'appartenenza, all'interno di un sistema che come tutti gli altri tende a concentrare potere e dove gli elementi aspirano ad elevarsi rispetto agli altri.
La desertificazione prodotta dalla guerra ha facilitato l' ingresso di Al-Queada nella Cecenia, trasformando una più che secolare lotta di resistenza ad un fondamentalismo radicale; così da più degli ultimi 10 anni l'intera regione sopravvive grazie ad un' economia di rapina, guerra,sussistenza.
L'ECONOMIA DEL TERRORE
| "Quando l'ultimo albero sarà abbattuto, l'ultimo fiume avvelenato, l'ultimo pesce pescato, vi accorgerete che non potrete mangiare denaro" Anonimo |
Sebbene sia ancora una volta inutile ricordarlo: tutto ha un prezzo.
La paura tra alti e bassi serpeggia tra noi, condiziona le nostre scelte, e quelle dei nostri simili, che influenzeranno ulteriormente le nostre.
L'incertezza e l'insicurezza che le bande armate ricercano risiede nelle masse. L'ormai nota consapevolezza di utilizzare gli strumenti costituenti della globalizzazione a proprio vantaggio risiede in tutte quelle organizzazioni che come il FMI addirittura con una conferenza stampa dichiara guerra agli USA e a tutti i suoi alleati.
L'economia del terrore è diversa dall'economia tradizionale, trae il suo potere dalla violenza e dall'impossibilità di ribellarsi, da parte dei civili che diventano succubi.
Durante la guerra fredda il finanziamento dei gruppi militari o miliziani incideva sul bilancio dei paesi finanziatori in modo pesante creando difficoltà nel recupero di capitali destinati ad essere spesi oltre confine in favore di conflitti locali per la maggior parte sconosciuti all'opinione pubblica.
La Francia già alla fine del 1949 iniziò un programma di addestramento nel sud-est asiatico per creare un folto gruppo di guerriglieri, agenti del contro spionaggio, sabotatori e operatori radio.
La controparte comunista per risposta utilizzava decapitazioni pubbliche e rappresaglie sui civili accusati di collaborazionismo, infine decise che sequestrando l'intero raccolto d'oppio e rivendendolo al mercato libero della Tailandia si avrebbe prodotto un ingente quantità di denaro che sarebbe diventato utilizzabile per l'acquisto d'ami e munizioni.
L'anno successivo l'esercito francese fece la stessa cosa con l'operazione X nel 1953.
Questa flessibilità tattica era definita anti-sommossa, ed ebbe frutti così dolci che in appena dieci anni nel 1963, l'anno dell'assassinio Kennedy, i reparti anti-sommossa statunitensi operavano in 12 paesi e in 3 continenti .
Le azioni di questi reparti speciali non erano limitate all'azione contro il nemico, ma il più delle volte iniziava un addestramento ai nativi spesso prescelti tra delinquenti e disperati.
La paura è trasmessa rapidamente nei paesi sottosviluppati, già soggiogati da oltre un secolo di colonialismo, la psicologia delle masse e la manipolazione delle informazioni diventano pane quotidiano per i reparti speciali.
Il conflitto Salvadoregno, ad esempio, avvenuto negli anni ottanta, vedeva contrapposti il FNLFM all'esercito regolare spalleggiato dagli americani . Il territorio controllato dalla guerriglia era costituito dalle regioni più povere e isolate, per la precisione Moràzan.
Nell' arco di dieci anni, le organizzazioni armate avevano assimilato i metodi di finanziamento occulti ed illegali, e con rapidità ancora maggiore capirono che mettendosi in proprio non solo non bisognava rispettare gli sponsorizzatori, ma si poteva godere di una libertà d'azione maggiore.
L'economia bellica di rapina era però funzionale solo nel breve termine, visto che, se il gruppo incrementa la violenza sulla popolazione civile ne perde il sostegno, si assiste alla fuga dei capitali e dei cittadini più ricchi, vittime per natura di rapimenti e rapine.
In altre occasioni si formano sodalizi tra gruppi criminali e terroristi quando bisogna contare su conoscenze e affari: la Colombia è un caso eclatante ed esemplare .
La coltivazione di coca raggiunge profitti così elevati che la corruzione è endemica ed integrante del sistema statale sia amministrativo che bancario, incamerando questo denaro estero dei pagamenti dei compratori per poi essere convertite in moneta locale che permette di pagare i contadini.
Il clima influisce sulle coltivazioni, così come l'altitudine, ma mai come i rastrellamenti, gli incendi, l'aratura delle piste per i piccoli aerei che spuntano qua e là come funghi nella giungla. L'utilizzo di particolari riserbanti ha contaminato a tal punto i terreni colombiani che il governo cerca inutilmente di sovvenzionare le conversioni agricole e incitare lo sradicamento manuale delle piante. Oggi si è giunti ad una differenziazione delle colture illegali, per soddisfare una domanda in continua crescita; il papavero e la coca offrono il vantaggio di potere avere più raccolti in uno stesso anno, contrariamente alla maggior parte delle altre piante. Chiaramente, essendo un mercato illegale, le perdite e i costi di protezione e clandestinità sono normalmente voci del bilancio dei narcos che, se la situazione diventa troppo rischiosa, abbandonano i campi alla volta di terreni più sicuri.
L'OLP già nel 1978 controllava la parte meridionale della vallata di Bekaa e impose a contadini e trafficanti un'imposta del 10% sul profitto della vendita di hashish. In questo modo Arafat intascava circa 150 milioni di dollari. Quando la guerra vide protagonista la valle di Bekaa, le piantagioni di ortaggi e frutta videro una rapida fine soppiantate dalla marijuana. I campi si espansero a tal punto che nel 1991 l'autostrada Beirut-Damasco era circondata da cannabis.
Parlando di droga spesso non si possiede un idea ecologica del fenomeno dal punto di vista economico; che va dalla coltivazione al commercio per terminare al consumo.
La cocaina, nei paesi di produzione, è ceduta al singolo cliente con una bassa percentuale di "sostanze di ritaglio" ad un prezzo che oscilla tra i 5\10 dollari il grammo, in Europa essa viene venduta con un prezzo al dettaglio che oscilla tra i 80\100 euro al grammo con una percentuale di purezza che oscilla tra il 40\60%. Riassumendo, prendiamo un grammo a 10 euro lo "allunghiamo" fino a farne uscire tre e li vendiamo a 100 euro l'uno.
La globalizzazione dei mercati legali sfruttava le conoscenze e i mezzi offerti dalla tecnologia, anch'essa serva delle leggi di mercato. I trafficanti avendo nuove possibilità, in alcune situazioni, surclassano o alterano i metodi tradizionali, arrivando a non trascurare le possibilità offerte perfino dalla geografia. Il Caucaso, i Balcani, e la Turchia rappresentano un naturale imbuto per tutte quelle merci che partendo dall'Asia vogliono arrivare in Europa. Il 75% dell'eroina sequestrata in Europa proviene dalla Turchia. L'oppio afgano è venduto ad un prezzo 100 volte superiore nei mercati europei rispetto all'origine. La cifra dei tossicodipendenti nei paesi di produzione e in quelli di transito aumentano vertiginosamente, in sistemi certo non caratterizzati da efficienti organismi sanitari, solo l'Afghanistan vede impiegati nel mercato dell'oppio circa 1,7 milioni di persone, soprattutto d' etnia pashtun, nella quale sono reclutati i talebani, che all'inizio del 1990 controllavano il 75% dei terreni coltivati a papavero .
Col tempo però gli uomini di Massud, capo dell' Alleanza del nord,un insieme di signori della guerra e baroni della droga coalizzati contro i talebani,complice il silenzio assenzo degli stati uniti iniziano a porsi come pericolosa concorrenza militare ed economica dei talebani.
Pochi mesi prima dell'11 settembre, Massud muore in un attentato suicida composto da 2 giornalisti sedicenti, un media arabo, l'esplosione durante l'intervista .
I ricavi del papavero costituiscono più del 50% del PIL dell' Afghanistan. Esso viene coltivato tra novembre e maggio, per lasciare il posto alla canapa da maggio a ottobre. Esso occupa circa ottantamila ettari di terra sparsi in ventotto provincie su trentadue .
A Kandahar esiste la borsa dell'oppio, dove si ripercuote una diminuzione dei prezzi causati da una produzione inarrestabile e si spera in una politica di repressione e sradicamento che come conseguenza farebbe nuovamente aumentare i prezzi .L'Europa ora è satura di clienti eroinomani, considerando ridicoli i profitti delle vendite nei paesi di passaggio Tagikistan in testa, non resta che tornare a proporre agli occidentali quell'oppio scomparso dai mercati da oltre vent'anni, alla fine del 2003 la polizia della Renania settentrionale -Westfalia ha sequestrato 270 kg d'oppio, un sequestro record in Europa dal momento che solitamente arriva già raffinato chimicamente in morfina ed eroina. Il dubbio è stato posto dal fatto che parte della sostanza oleosa scura è stata ritrovata su di un normale tritacarne per facilitarne la separazione in comode confezioni da 100 g. Il segnale del ritorno dell'oppio come genere voluttuario? Il prezzo dell' eroina non è stato mai così basso e la percentuale di sostanza pura venduta per strada non è stata alta come ora, dal 35-40% al 12 massimo 20 % .
Spesso e volentieri anche i militari "regolari" vengono pagati in stupefacenti. L'intero Afghanistan in un modo o nell'altro è invischiato con l'oppio. Miliziani che proteggono mercanti e trafficanti in cambio di parte della merce, contadini armati che non permettono la distruzione dei campi e il divieto espresso dal Corano di drogarsi, il papavero frutta 16000 dollari per ettaro mentre il grano ne frutta solo 1350 e il cotone 500, l'unica alternativa è rappresentata dallo zafferano .
Già negli anni 70' gli afgani non vendevano i loro prodotti illegali direttamente agli americani, perché li ritenevano la causa delle loro sventure, e preferivano utilizzare intermediari anche se ciò comportava un aumento del prezzo.
A rendere la situazione afgana ancor più caotica dal fatto che nel paese convivono diverse etnie: gli hazara gruppo sciita proteso verso l'Iran, i pashtun rappresentano la maggioranza dominante madre dei taleban, parlano il dari, un persiano senza influssi arabi, i tagichi da cui proviene il comandante Massud, per citarne le più importanti .
Oggi, in Afghanistan circolano diverse banconote stampate dai precedenti regimi o coniate dai signori locali, che assumono valori diversi seconda il punto sul territorio in cui vengono spesi. Così dopo ventisei anni di guerra e la nascita di intere generazioni in un contesto di paura, macerie, sofferenze circolano oggi i rabbani, considerati i migliori afgani che portano il nome del presidente (1992-1996), ci sono i dowlati ossia i governativi stampati dai talebani che non hanno né tessitura né filigrana (praticamente fotocopie a colori), i più dubbi sono i dostumi, dal nome dal capo della guerra di Shebergan, la situazione economica è talmente disastrata che i narcotrafficanti e i cambiavalute ringraziano le ONG di importare moneta estera rallentando un' inflazione da guinness dei primati alimentata dagli ingenti profitti delle coltivazioni illegali.
Gli esperti inglesi definiscono la situazione attuale "warlording" regno dei signori della guerra dove non c'è spazio per un governo centrale né per nessun tipo d'autorità diverso da quello dominante.
Fin quando ci saranno mercati illegali, il prezzo della merce sarà nettamente superiore al valore effettivo del prodotto, la cui differenza è intascata da criminali .
L'economia del terrore vive alimentata dall'economia tradizionale nel primo stadio del suo sviluppo, per poi ritrovarsi in un conflitto che mira ad indebolire al fine di sostituire l'economia legale, anche attraverso l'istituzione del potere coercitivo e l'esercizio di un controllo territoriale mirato al conseguimento degli interessi del gruppo. Come gli ingenti profitti dei gruppi criminali necessitano di essere reinvestiti in attività lecite, in più, le organizzazioni del terrore operano una diversificazione delle fonti delle proprie entrate, proseguendo quella strada di Deragulation che ha sospinto la privatizzazione delle principali entrate; rimanendo di fatto al di là delle coercizioni imposte dai paesi donatori .
Il terrorismo islamico radicale sunnita vede la sponsorizzazione dell'Arabia Saudita, che avendo a disposizione enormi quantità di Dollari, tali da renderne necessaria la spendibilità. Una parte dei cosiddetti "petrodollari" affluisce nelle banche e nelle società USA (non dimentichiamo i rapporti d'affari tra la famiglia Laden e i Bush).
Oggi accanto al sistema bancario tradizionale sopravvive il sistema tradizionale degli Hawala, un sistema creditizio che non necessita di firma, poiché si basa sulla fiducia degli operatori in forma orale, non lasciando prova di sé, essendo una forma di trasferimento per debito anche, soprattutto internazionale data la possibilità della sua esistenza da una semplice telefonata .
I conflitti locali legittimano il ricorso alla violenza per realizzare profitti: l'Alleanza del Nord \Talebani che controllano il commercio e la produzione di narcotici, sviluppati dall'ISI per finanziare la jihad antisovietica. La guerra crea sistemi di profitto e centri di potere alternativi. Le condizioni di guerra all'interno degli stati-guscio ricordano i conflitti medioevali in cui il bottino era considerato parte integrante delle cause di lotta.
L'acquisto di armi e munizioni rappresenta la principale fonte di spesa, quindi il prezzo e non la nazionalità del fornitore determina la scelta tra un prodotto e l'altro. A qualcuno sembrerà assurdo, ma gli USA sono i principali fornitori del conflitto IRAK\IRAN : alcuni trafficanti americani rivendettero per 10 milioni di dollari aerei F-14 (completi di pezzi di ricambio) alla democrazia di Khomeni .
Un profitto è possibile nel contrabbando. Se poi si ha la fortuna di trasportare merci in due sensi .
L'incontestabile appoggio degli USA al regime dei Taleban andava oltre un sentimento di tolleranza verso altre etnie e religioni, la violenza verso le donne era minimizzata e oscurata all'opinione pubblica internazionale.
Gli immensi giacimenti del mar Caspio vengono estratti ed incanalati in oleodotti e gasdotti, puntando a tagliare fuori la Cina e l'Iran dal loro utilizzo e impedendo alla Russia, attraverso l' inasprirsi del conflitto ceceno una posizione di controllo stabile e duratura sulla regione Caucasica.
Al denaro sporco, la globalizzazione favorisce assieme all'esistenza dei cosiddetti paradisi fiscali off-shore e gli stati guscio, l'esistenza di un unico fenomeno: l'economia illegale internazionale.
Il traffico internazionale di narcotici produce ogni anno 400 miliardi di dollari e armi, esseri umani, petrolio e prodotti di vario tipo altri 100 miliardi. Il 90% di queste somme sono riciclate e reinvestite al di fuori del paese d'origine, soprattutto negli Stati Uniti. La fuga di capitale generata da corruzione, evasioni fiscali o altro danneggia l'economia a cui sono sottratti.
La scelta stessa dell'attentato suicida esplica la differenza delle forze in combattimento.
L'aspetto finanziario di ogni operazione non è da sottovalutare, in guerra non è difficile procurarsi esplosivi, dispendioso è scegliere un obiettivo, filmarlo e occorre studiare ogni parte sulla dinamica, dalla preparazione all'esecuzione alla fuga e al dissolvimento degli esecutori, alla rivendicazione o all'eventuale depistaggio.
L'analisi costo/benefici rivela un alto tasso di guadagno distruttivo, l'11 settembre è stato realizzato con meno di 500000 dollari, ha prodotto oltre tremila morti, una perdita complessiva per gli USA di 133 miliardi .
La famiglia d'ogni attentatore suicida palestinese vede la propria abitazione distrutta, ma ecco che i gruppi la sostengono con denaro contante; l'Arabia Saudita si accolla inoltre le spese per il pellegrinaggio alla Mecca. La paura generata dagli attentati produce in Israele non solo una diminuzione dell'immigrazione, ma una riduzione degli investimenti esteri e dei beni di consumo.
Raymond Baker definisce il prodotto capitale lordo verosimilmente aggirarsi verso 500\1500 miliardi di dollari rappresentando un valore del 2\5 del PIL mondiale.
Da quando è nato il riciclaggio professionale, attività variopinta e multisfaccettata, ecco la comparsa di una nuova figura professionale. La quota che spetta al riciclatore negli anni 80' equivaleva al 6%, la crescita dell'offerta di lavoro e l'ampliarsi dei volumi raggiunti ha prodotto un aumento della tariffa all'incirca 25% .Il denaro ripulito, può essere così reinvestito soprattutto in attività legali; a lungo termine sarebbe controproducente investire gli introiti nella droga per poi rischiare di vedere un'abbondanza di profitti su di un mercato che condurrebbe ad una temporanea saturazione, producendo un seguente abbattimento dei prezzi al dettaglio.
Il processo di riciclaggio e reinvestimento di capitali all'interno dell'economia legale ne alimenta la dipendenza,il dollaro oltre a costituire la moneta d'acquisto delle materie prime è innanzi tutto la forma di pagamento più efficace del mercato nero, visto che sia gli stati guscio e le aree sottosviluppate sono connotate da monete con un basso valore d'acquisto e tendenti ad una forte inflazione.
Russia, Ucraina e Bielorussia sono grandi produttori d' armi, essendo caduta l'Unione Sovietica. e hanno avuto la necessità di trovare nuovi mercati: l'economia del terrore non solo cresce parallelamente ma tende a sovrapporsi a quella tradizionale.
Tra il 1965 e il 1998, la quantità di dollari detenuta all'estero degli USA è cresciuta di circa 65 volte.
Ciò è fonte di notevole reddito per via del signoreggio:un guadagno realizzato da uno stato nel momento di conversione di un metallo di un certo valore verso una moneta di valore più alto.
Dipendiamo dal petrolio mediorientale, se tentassimo di sottrarre tutto l'oro nero, le economie occidentali vedrebbero ridursi buona parte delle proprie monete.
BOMBE BIOLOGICHE E CHIMICHE SUI CIVILI, PAURA INFONDATA O REALTA'?
| "Pochi hanno fantasia sufficiente ad immaginare la realtà" Goethe |
Tra il 1931 e il 1945 in Manciuria (regione occupata all'epoca dal Giappone), l'Unità 731 e 1644 insieme ad altre collaterali sperimentarono la peste bubbonica, l'antrace, il tifo, la febbre gialla e il colera sulle popolazioni locali. Oltre a condurre esami e test medici su cavie umane, il fondatore di questa unità Shiro Ishii, incitò ricercatori e studenti universitari ad approfittare di un tale momento storico, caratterizzato dalla assoluta mancanza dell'etica, per praticare operazioni senza anestesia per eliminare ogni possibilità di alterazione dei dati scientifici raccolti alla fine di ogni test su batteri o tossine. La contaminazione preferita, soprattutto per quanto riguarda il colera, è costituita dall'acqua, ma non furono disdegnati vari animali con la qualità di ospite o vettore come i ratti, le pulci, i maiali..
L'utilizzo delle armi biologiche soprattutto era strettamente connesso alle normali operazioni di bombardamento che producendo un seguente spostamento e rimescolamento di persone rendeva l'arma biologica non solo più lesiva ma creava focolai ben più duraturi.
Due erano le possibilità d'utilizzo: o contaminare per recuperare soldati da impiegare su altri fronti o si cercava d'incidere direttamente sulla popolazione i soggetti studiati e contaminati venivano chiamati maruta (pezzi di legno).
Purtroppo trema all'idea di un'esplosione di una bomba sporca, una contaminazione di una riserva idrica, la distruzione selettiva di piante o animali, della morte silenziosa e invisibile.
I batteri infatti, se le condizioni ambientali lo consentono offrono un ciclo riproduttivo veloce, ma molti di essi non sopravvive in ambiente esterno come l'antrace, che viene ucciso dai raggi solari e dagli agenti atmosferici, ma le difficoltà delle armi biologiche non finiscono qui .
La stessa fase di produzione è continuamente soggetta a contaminazione sia delle strutture che del personale che vi opera. Trasporto e modalità di diffusione differiscono da un batterio all'altro.
Sono stati lanciati dagli aerei pulci, roditori, e cereali per attrarre questi ultimi, piume (la presenza del calamo offre un comodo e placido rifugio per i germi dell'antrace).
Se il meccanismo di penetrazione del microrganismo è la digestione, bisogna contaminare cibo e bevande.
Ottime sono tutte quelle patologie che si trasmettono attraverso i contatti tra gli uomini, permettendo una veicolarità rapida e si estendono a macchia d'olio.
L'encefalite B giapponese si è rivelata non appagante, vista la possibilità di contagio limitata alle sole punture di una particolare zanzara.
Un altro fattore che incide sulla scelta di un microrganismo invece di un altro è la mortalità, attraverso le ricerche è possibile isolare ceppi più virulenti di altri .
L'alto comando giapponese, concepiva la guerra biologica una necessità scaturita dal fatto che, anche se la convenzione di Ginevra proibiva l'utilizzo di armi chimiche inorganiche e biologiche, nel caso dello scoppio di un conflitto, gli altri stati avrebbero sviluppato le suddette, quindi il Giappone aveva progettato un piano di ricerca per fine distruttivo che si esplicava con l'Unità 731 e subordinate .
I risultati di un quasi ventennio di sperimentazioni sull'uomo verranno barattate per la totale immunità dei principali responsabili al processo di Tokio dagli americani cioè Ishii e compagni.
I terroristi, anche senza conoscere le nefandezze di un'armata che ha sterminato più di mezzo milione di civili, certamente sanno che l'incidenza fisica (i morti) va a sommarsi con gli effetti consecutivi: il panico, e con esso la caduta dei rapporti umani producendo una condizione d'incertezza, caos.
L'attacco con il gas sarin da parte della setta giapponese Verità Suprema alla metropolitana di Tokio rimane un "attacco immediato" nel senso che una contaminazione di un acquedotto avrebbe effetti ben più duraturi generando un incremento del prezzo delle bevande imbottigliate e delle spese della sanità pubblica . L'avvelenamento di falde acquifere, quelle rimaste lontane dai rifiuti, un altro problema delle società consumiste, determinerebbe lo spopolamento di intere zone, e la caduta del valore dei terreni infetti, le migrazioni che ne deriverebbero a sua volta irromperanno in altri territori e destabilizzeranno l'omeostasi sociale .
Le bande armate che generano stati guscio potrebbero trovare interessante l'utilizzo delle armi chimiche e biologiche con il fine di formare delle aree infette cuscinetto, oppure utilizzarle direttamente nei grandi centri abitati, aprendo fronti interni alle nazioni contrarie scoraggiando l'opinione pubblica al proseguimento della guerra. L'utilizzo dei media da parte dei gruppi terroristi è un potere che essi devono saper sfruttare senza perdere un'immagine pubblica, priva, per quanto possibile,di una indole sanguinaria e crudele.
Le guerre di questo millennio, ironicamente coinvolgono l'opinione pubblica come soggetto attivo e passivo, telespettatore impotente, la morte vissuta quotidianamente rende assuefatti come nella vita quotidiana a Kabul, così all'interno di una scatola d'immagini che appaiono sempre lontane, astratte, irreali.