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BIOGRAFIA del granmista veneziano GINO DONE’ PARO (a cura di “GIN”)
( BIOGRAFIAAGGIORNATAAL18 MAGGIO2004,GIORNODELSUO80° COMPLEANNO ) Nel 1956, all'età di 32 anni, partecipò alla spedizione castrista sul battello "Granma" dal Messico a Cuba. Dal 2003 Gino, vedovo e senza figli, abita in provincia di Venezia con la prediletta e amata nipote Silvana. Nel 2004, in occasione del suo 80° compleanno, l’Associazione Italia-Cuba gli ha fatto vari festeggiamenti. (Altre informazioni su Gino Donè Paro sul n. 6-2004 della rivista “Moncada” di Italia-Cuba, alle pag. 8 e 9). All’Avana, nell’archivio storico della FAR (Forze Armate Rivoluzionarie Cubane) vi è un dossier sul veneziano Gino Donè Paro, l’unico europeo che partecipò alla rivoluzione cubana. Di due anni più anziano di Fidel Castro, Gino è nato il 18 maggio 1924 nel Comune di Monastier, in Provincia di Treviso, poco a nord di Venezia. Ha frequentato le scuole professionali e poi a 20 anni è diventato partigiano combattente nella laguna veneziana. A guerra finita emigra nel continente americano. Va a vivere a Cuba dopo essere passato dal Canada.Nel 1951 lavora all' Avana come tecnico carpentiere alla costruzione della Grande Plaza Civica della capitale (la quale è poi stata ribattezzata successivamente “Plaza de la Revoluciòn”). Qui nel 1952 Gino si fidanza con Norma Turino Guerra, una giovane cubana rivoluzionaria abitante nella città di Trinidad (che è amica della giovane rivoluzionaria Aleida March, futura seconda moglie di “Che” Guevara) con la quale due anni dopo entreranno nel movimento rivoluzionario “26 Luglio”, definito con la sigla “M-26-7”(dalla data dell’assalto dei partigiani castristi alla Caserma Moncada, il 26 Luglio 1953, a Santiago de Cuba). Nel 1954 Gino e Norma si sposano a Trinidad, poi nel 1955 Gino riceve l’ordine dal “M-26-7” di portare clandestinamente gruppi di giovani cubani (e pacchi di dollari) a Città del Messico, dove è atteso da Fidel, qui esiliato dopo l’assalto alla Moncada e dopo un paio d'anni di prigione all’Isola dei Pini. (Gino Donè Paro, a Città del Messico, diventa molto amico del giovane medico argentino Ernesto “Che” Guevara de la Serna). Gino, con alle spalle l’esperienza combattente partigiana, collabora negli addestramenti militari in Messico.E il 25 novembre 1956, egli parte dal Porto di Tuxpan tra gli 82 patrioti del famoso panfilo chiamato Granma. A bordo il suo grado è quello di tenente del Terzo Plotone comandato dal capitano Raúl, fratello di Fidel.Gli 82 uomini a bordo del battello Granma erano: 78 cubani, più un argentino (“Che”), più un messicano (Alfonso), più un domenicano (Ramon), più Gino (veneziano). Sul suo primo passaporto italiano c'era scritto Gino Donè, ma all'anagrafe cubana, da quando si è sposato con una cubana, è stato registrato con il nome di Gino Donè Paro, cioè anche con il cognome materno, come si usa fare in tutti i paesi di lingua spagnola. Dopo lo sfortunato sbarco del 2 dicembre 1956 nell’Oriente Cubano, nei pressi di Niquero, ai piedi della Sierra Maestra, e dopo la decimazione subita ad Alegria de Pio dai batistiani, Gino torna a Santa Clara, dove nel Natale 1956 partecipa a diverse azioni di sabotaggio contro postazioni militari assieme ad Aleida March. Ma nel gennaio 1957 riceve l’ordine di andare in clandestinità all’estero salpando con una barca da Trinidad, (e dal quel momento "si fa di nebbia", come si suol dire a Venezia). Nel maggio 1995, alla Fiera di Varadero, il Comandante Jesús Montané Oropésa, “moncadista e granmista” da sempre amico e assistente di Fidel, durante una breve intervista con Gianfranco Ginestri, disse di lui: "Gino era il più adulto, il più serio, il più disciplinato; e dopo la nostra vittoria non ha mai cercato privilegi; e ogni tanto ci telefoniamo e progettiamo di vederci a casa mia all’Avana". L’ultima volta che Gino ha visto Montanè è stato in occasione del 40° dello sbarco del Granma, nel 1996. Poi Montanè è morto nel 1999. Gino,dall’estate del 2003(senza figli e vedovo due volte: della cubana Norma e della portoricana Antonia) è andato ad abitare a Noventa di Piave in provincia di Venezia, a casa di Silvana la sua nipote prediletta.
All’Avana è in contatto col suo amico granmista Arsenio, col quale è andato alla sfilata del 1° Maggio 2004(dov’è stato decorato), poi il 18 maggio è tornato a Venezia dov’è stato festeggiato il suo 80° compleanno. Non indichiamo qui l'indirizzo e il telefono di casa di Gino Donè Paro, per motivi di privacy, ma la direzione del quotidiano "La Nuova Venezia" sa tutto, dato che ha scritto su di lui varie volte dall’anno 2000 ad oggi. Ed è proprio grazie agli articoli apparsi sul suddetto quotidiano veneziano che un giornalista e un fotografo del Corriere e dell’Unità lo hanno intervistato e fotografato al fine di scrivere un prossimo libro sul tema: “GINODONE’PARO,UN PARTIGIANO VENEZIANO TESTIMONE DELLA RIVOLUZIONE CUBANA”.
Data creazione : 31/03/2005 . 13:21
Ultima modifica : 31/03/2005 . 14:50
Categoria :  Altre storie e personaggi
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