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Il mondo è diviso tra coloro che non dormono perché hanno fame
 e coloro che non dormono perché hanno paura di quelli che hanno fame.
   Paulo Freire

Venerdì 27 Novembre 2009   

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che-small.gifDiscorso del Che all'ONU

Intervento di Ernesto 'Che' Guevara alla IX sessione dell'Assemblea Generale dell'ONU dell'11 dicembre 1964 (parte conclusiva)

"...Come afferma la Seconda Dichiarazione dell'Avana: "Nessun popolo dell'America latina è debole, perché fa parte di una famiglia di duecento milioni di fratelli che soffrono le stesse miserie, sono animati dagli stessi sentimenti, hanno lo stesso nemico, aspirano tutti ad uno stesso destino migliore e godono della solidarietà di tutti gli uomini e le donne del mondo." Questa epopea che sta davanti a noi la scriveranno le masse affamate degli indios, dei contadini senza terra, degli operai sfruttati; la scriveranno le masse progressiste, gli intellettuali onesti e brillanti che sono così abbondanti nelle nostre sofferenti terre d'America latina. Lotta di masse e di idee, epopea che sarà portata avanti dai nostri popoli maltrattati e disprezzati dall'imperialismo, i nostri popoli sconosciuti fino ad oggi, che già cominciano a non farlo più dormire. Ci considerava come un gregge impotente e sottomesso e già comincia ad aver timore di questo gregge, gregge gigante di duecento milioni di latinoamericani nei quali il capitalismo monopolistico yankee vede già i suoi affossatori. L'ora della sua rivincita, l'ora che essa stessa si è scelta, viene indicata con precisione da un estremo all'altro del continente. Ora questa massa anonima, questa America di colore, scura, taciturna, che canta in tutto il continente con la stessa tristezza e disinganno; ora questa massa è quella che comincia ad entrare definitivamente nella sua storia, comincia a scriverla col suo sangue, comincia a soffrirla e a morire; perché ora per le campagne e per i monti d'America, per le balze delle sue terre, per i suoi piani e le sue foreste, fra la solitudine o il traffico delle città, lungo le coste dei grandi oceani e le rive dei fiumi comincia a scuotersi questo mondo ricco di cuori ardenti, pieni di desiderio di morire per "quello che è suo", di conquistare i suoi diritti irrisi per quasi cinquecento anni da questo o da quello. Ora sì la storia dovrà prendere in considerazione i poveri d'America, gli sfruttati e i vilipesi, che hanno deciso di cominciare a scrivere essi stessi, per sempre, la propria storia. Già si vedono, un giorno dopo l'altro, per le strade, a piedi, in marce senza fine di centinaia di chilometri, per arrivare fino agli 'olimpi' dei governanti e riconquistare i loro diritti. Già si vedono, armati di pietre, di bastoni, di machetes, dovunque, ogni giorno, occupare le terre, immergere le mani nelle terre che gli appartengono e difenderle con la loro vita; si vedono con i loro cartelli, le loro bandiere, le loro parole d'ordine, fatte correre al vento, per le montagne e lungo le pianure. E quest'onda di commosso rancore, di giustizia reclamati, di diritto calpestato, che comincia a levarsi fra le terre dell'America latina, quest'onda ormai non si fermerà. Essa andrà crescendo col passar dei giorni; perché formata dai più; dalle maggioranze sotto tutti gli aspetti, coloro che accumulano con il loro lavoro le ricchezze, creano i valori, fanno andare le ruote della storia e che ora si svegliano dal lungo sonno di abbrutimento al quale li hanno sottomessi.

Perché questa grande umanità ha detto basta e si è messa in marcia. E la sua marcia, di giganti, non si arresterà fino alla conquista della vera indipendenza per cui sono morti già più di una volta inutilmente. Ora, ad ogni modo, quelli che muoiono, moriranno come quelli di Cuba, quelli di Playa Girón; moriranno per la loro unica, vera e irrinunciabile indipendenza.

Ernesto Guevara de la Serna
Firma-che.gif


Data creazione : 02/12/2004 . 12:51
Ultima modifica : 19/01/2005 . 15:15
Categoria : Che
Pagina letta 2776 volte


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react.gifOpinioni su questo articolo


Numero di opinioni3 

da elrevolucionario 23/11/2008 . 02:06

QUANDO AVREMO UOMINI COSì STRAORDINARI OGGI? IL POPOLO HA BISOGNO DI UNA GUIDA, QUELLA GUIDA POSSO ESSERE IO....

 

SE LOTTI PUOI PERDERE, SE NON LOTTI HAI GIà PERSO!

 

 

HASTA SIEMPRE COMANDANTE!

 

CONTRO L'IMPERIALSIMO DEVASTANTE, CONTRO L'OPPRESSIONE CAPITALISTA!

 

 

 


Numero di opinioni2 

da Angelo 13/03/2008 . 14:56

Per non dimenticare Ernesto,lotteremo per difendere i diritti di tutti dall'Africa all'Oriente passando per l'europa
Lotteremo per la libertà di stampa di parola perchè la voce del popolo non venga nascosta dai rumori assordanti di questa società sempre più ignorante e fragile.
Hasta la victoria Ernesto
Pugni in tasca e fuori i sogni,basta alla violenza solidarietà per tutti!


Numero di opinioni1 

da Pietro 01/12/2007 . 09:51

Commovente, e sembra lo sguardo di un veggente. In questi giorni duri, di lotta e di speranze, il sostengno di ogni compagno sincero non puo' non andare ai popoli del Venezuela, della Bolivia, del Nicaragua, che stanno continuando "la loro marcia da giganti, fino a conquistare la veritiera indipendenza".

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