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Estratto della dichiarazione di Ramòn Labañino Salazar davanti al tribunale di Miami.13 dicembre 2001 ”...Da questa stessa città di Miami si è pianificato, organizzato e diretto il terrorismo contro il mio paese, Cuba. Da qui si patrocinano i terroristi e i loro atti, li si incoraggia e finanzia, li si accoglie (per menzionare un solo caso conosciuto, per le strade di Miami, cammina liberamente un terrorista e assassino non solo di cubani ma, del popolo degli Stati Uniti: Orlando Bosch); e la cosa più penosa è che questo succede con il conoscimento e con il consenso delle autorità di questo paese. Basta leggere attentamente le prove del nostro caso, che sono piene di questi tipi di azioni terroriste.Cuba, il mio paese, ha sofferto per più di 42 anni atti terroristici, aggressioni , invasioni e provocazioni che hanno portato alla morte 3478 esseri umani innocenti e ferito altri 2099. Cuba, ha il diritto di difendersi. Solo per citare alcuni esempi: ? Il 4 marzo del 1960, in un molo del porto dell’Avana, agenti della CIA fecero esplodere la nave francese “La Coubre” il cui sabotaggio terrorista assassinò 101 persone, sei delle quali francesi. ? Il 6 ottobre 1976, un vile attentato terrorista perpetrato da Luis Posada Carriles, Orlando Bosh, e mercenari venezuelani, fecero detonare due bombe in pieno volo di un aereo civile di Cubana de Aviaciòn che partiva da Barbados, assassinando vilmente 73 persone (57 cubani dove si comprendono 24 ragazzi e ragazzini della squadra nazionale di Scherma di Cuba, 11 giovani della Guyana e 5 coreani). Alcuni di questi terroristi assassini sono oggi prigionieri a Panama, e da questa città di Miami si fanno enormi sforzi per liberarli, qui loro li chiamano “patrioti” e sono i loro simboli e dalle stazioni radio si fanno collette per la loro difesa e per una possibile fuga dalle carceri ? Contro il presidente di Cuba Fidel Castro, si sono realizzati 637 tentativi di assassinio. ? Contro il mio paese, si è anche praticato il terrorismo batteriologico su esseri umani, piante e animali che hanno danneggiato 344.203 persone, delle quali 158 sono morte (di loro 101 bambini).This is not paranoia, these are Lifes of innocent human beings!Questi gruppi terroristi sui quali noi attuamo, non solo hanno provocato questi atti a Cuba, ma qui negli Stati Uniti, e in questo reportage totalmente pubblico e alla portate di tutti, si riassume l’attività terroristica commessa qui a Miami, in totale più di 68 azioni di violenza. Questo articolo, scritto da Jim Mullin, del Miami New Times, in aprile del 2000, descrive tra gli altri questi fatti: ? 1968 Orlando Bosch spara con un bazooka contro una nave polacca dal ponte di Macarthur Causeway (più tardi alcuni politici di Miami dichiareranno quel giorno, il “giorno di Orlando Bosch” per onorare tale terrorista). ? 1974 il leader esiliato José Elìas de la Torriente fu assassinato a Coral Gables per il fallimento di un’invasione che doveva fare a Cuba. ? 1975 Luciano Nieves è assassinato dopo che aveva difeso la coesistenza pacifica con Cuba. ? 1976 un autobomba strappa le gambe al direttore delle notizie della WQBA-AM, dopo che aveva condannato pubblicamente la violenza dell’esilio. ? 1981esplosione di una bomba al consolato messicano a Brickell Ave., in protesta per le sue relazioni con Cuba. ? 1996 una bomba esplode nel ristorante “Centro Vasco” della Piccola Avana in protesta contro il concerto della cantante cubana Rosita Fornés. ? 2000 fuori dalla casa dei familiari di Eliàn Gonzàlez a Miami il giornalista di Radio Scot Piasant di Obregòn, esibì una t-short che diceva “envien el niño a casa. Es un derecho del padre”, e fu attaccato fisicamente prima dell’arrivo della polizia. Ciò non è accaduto a Cuba. Questo è accaduto negli Stati Uniti, a Miami, nelle città e strade dove viviamo tutti, dove voi camminate ogni giorno, i vostri figli , i vostri familiari. Negli anni ’90 il terrorismo crebbe, incursioni e provocazioni verso il mio paese, fino a che, nel 1997 si eseguì un ondata di attentati contro alberghi e istallazioni turistiche che portò all’assassinio di un innocente turista italiano, Fabio Di Celmo.A quante morti dobbiamo assistere perchè finisca questa politica pazza e assurda contro Cuba? Quante vite di esseri umani si devono perdere perchè l’FBI faccia realmente il suo dovere e arresti i criminali e terroristi del suo stesso popopolo? Per caso questa “lotta contro il terrorismo” è pura retorica? No, il senso comune dice che no; e è per questo che oggi noi siamo qui; perchè non vogliamo che niente di tutto ciò succeda, nè a Cuba nè negli Stati Uniti, nè a Miami, nè in nessuna parte del mondo. Tutto quello che abbiamo fatto è questo: cercare di salvare la vita di esseri umani innocenti, evitando il terrorismo e evitando una stupida guerra. (....) Cuba per anni ha passato informazioni a differenti istanze di governo, fino al più alto livello degli Stati Uniti; informazioni dettagliate, documentate, con nomi e cognomi, prove contundenti di atti criminali e assassini. E con tutta questa informazione nelle loro mani non si è fatto niente, nè un solo arresto, neanche una sola investigazione si è portato o si porta avanti. Con la nostra detenzione si è voluto silenziare la fonte delle informazioni, perchè non si conoscano atti terroristici tanto gravi, e occultare questa verità che oggi ci colpisce in modo tanto brutale. Anche l’FBI ha complottato con gli stessi terroristi e l’ala destra estremista di Miami per pregiudicare e ostacolare qualsiasi tipo di avvicinamento e cooperazione tra i nostri due popoli e governi. Intanto i criminali stanno allegramente passeggiando per le strade la fuori e si stanno beffando di questa Sala. Non ci può essere maggior offesa e macchia per le autorità, per questa bandiera che presiede questo locale e questo scudo che rappresenta l’ideale della vera giustizia. Cuba solo vuole vivere in pace e tranquillità, non vuole la guerra, come non la vogliono il popolo e i leader militari degli Stati Uniti, che sanno molto bene che Cuba non è assolutamente un pericolo per questo paese. Per questo il nostro lavoro si è anche diretto a evitare una guerra che solo porterebbe la morte di esseri umani innocenti, non solo di Cuba, ma anche degli Stati Uniti. In nessun momento abbiamo cercato informazioni che pongano in pericolo la sicurezza nazionale di questo Paese. È una totale manipolazione, che non accetteremo mai ed è una delle ragioni per cui decidemmo di venire a questo processo, oltre che per esporre chiaramente questa verità di tutti gli atti criminali che dal territorio nordamericano si perpetrano contro Cuba e gli stessi Stati Uniti. Non è Cuba che è venuta qui negli Stati Uniti ad aggredire, invadere o a commettere atti terroristici di tutti i tipi, è il contrario, e Cuba ha semplicemente l’elementare diritto di autodifesa. Esattamente come oggi gli Stati Uniti, hanno bisogno in modo urgente di conoscere le organizzazioni terroriste che li attaccano. È una realtà che nessuno potrà fermare. Ciò che cercano di ottenere i membri dell’estrema destra di Miami è di creare un conflitto per mezzo di qualche provocazione che termini con una aggressione militare degli Stati Uniti a Cuba, e come già ho detto, questo non lo vogliamo nè il mio popolo e governo, nè il popolo degli Stati Uniti. Nella sua testimonianza il Generale Sheehan, sulle pratiche di infiltrazione a Cuba che stava organizzando Ramòn Saùl Sànchez, dice che non desiderava che questi elementi provocassero una guerra con Cuba, dove possono morire giovani dell’esercito degli Stati Uniti. Come il suo, vari furono gli esempi di testimonianze in questa Sala. (....) Signori: è tempo di grandi cambiamenti, siamo in pieno XXI secolo. Oggi gli Stati Uniti hanno relazioni con la Cina. Hanno relazioni con il Viet Nam, dove morirono 56 mila cittadini di questo paese. Si hanno conversazioni con la Corea del Nord e con molti altri paesi con i quali sembrava impossibile avere relazioni. Perchè con Cuba no? È certo che per fare il nostro lavoro, necessariamente abbiamo dovuto usare metodi non convenzionali per ovvie ragioni: poter attuare con sicurezza. Ma mai con l’interesse di danneggiare nessuno, defraudare o ingannare il governo o le istituzioni di questo paese. Le Prove sono sommamente chiare sotto tutti i punti di vista. Dal primo giorno di questo processo riconoscemmo le nostre identità e responsabilità, però mai ho accettato nè accetterò nessuna implicazione di spionaggio, ne di voler defraudare questo paese. (....) Signori dell’Accusa, vi piaccia o no, Cuba è un paese indipendente e sovrano, ha ul suo governo legittimo, il suo Presidente, i suoi martiri ed eroi, e le sue proprie convinzioni. Cuba è uguale agli Stati Uniti. Cuba, Signori, si deve rispettare! Comprendiamo gli sforzi che si sono fatti per ottenere un processo imparziale; ma la città di Miami non è il luogo per ottenere ciò quando si tratta di Cuba. Ecco, probabilmente, dov’è l’errore più critico nel nostro Caso: realizzare il giudizio in questa città. Se per evitare la morte di esseri umani innocenti, se per difendere i nostri due paesi dal terrorismo ed evitare un’inutile invasione a Cuba è il motivo per cui mi si condanna oggi, benvenga! Porterò l’uniforme di recluso con lo stesso onore e orgoglio con cui un soldato porta le sue più valorose insegne! Questo è stato un processo politico e perciò, noi siamo prigionieri politici! Qui c’è tutta l’evidenza; e qui sta scritta la storia: lei sarà chi ci farà veramente giustizia! Gracias. RAMÓN LABAÑINO SALAZAR è stato condannato a un ergastolo e 18 anni di carcere il 14 dicembre 2001.
Data creazione : 01/12/2004 . 11:40
Ultima modifica : 19/01/2005 . 15:02
Categoria :  Liberate i cinque
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