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Estratto della dichiarazione di Gerardo Hernàndez Nordelo al tribunale di Miami “... coloro che non conoscono come si è comportato storicamente il settore più radicale della comunità cubana di Miami, quelli che non vedono la televisione in spagnolo e non ascoltano la cossiddetta “Radio Cubana”, forse possono aver pensato onestamente che potessimo avere un processo imparziale e giusto in questa città. Purtroppo ci sono molte realtà che il popolo nordamericano ancora non conosce. Dall’istante stesso che venne negata la possibilità di realizzare il giudizio fuori da Miami, non avevamo nessun dubbio su quale sarebbe stato il risultato...” “...però la Giuria, col suo rapido e inequivocabile verdetto...” “...dopo sei mesi di complicato e estenuante processo, con decine di testimoni e estese prove, impiegò solo poche ore per, senza neanche fare una domanda o esprimere un dubbio, emettere un verdetto unanime...” “..quando mi riferisco all’atteggiamento ingannevole dell’Accusa, non faccio un’accusa irriguardosa o senza fondamento. Come ho detto, non basterebbe il tempo per segnalare tutti gli esempi. Basti ricordare che la persona incaricata di tradurre la maggior parte delle prove utilizzate dall’Accusa e è stata presentata come un’esperta nella sua specialità, assicurò in questa Sala che la parola 'plastilina' in spagnolo si utilizza in riferimento all’esplosivo plastico, quando qualsiasi bambino ispanico sa, senza bisogno di essere esperto, che l’unica 'plastilina' della nostra lingua è quello che in inglese si conosce come “molden clay” (pongo). Il documento della menzionata 'plastilina' fu utilizzato e riutilizzato continuamente in forma allarmistica dai signori dell’Accusa, anche se non aveva nessuna relazione con i cinque accusati...” “...mi piacerebbe leggere alcune parole che scrissi al giudice probatorio: -- queste parole furono scritte molti giorni prima dei tristi e ripudiabili fatti dell’11 settembre. (13 agosto ndr). Come disse il signor Presidente degli Stati Uniti nel suo ultimo intervento alle Nazioni Unite, è necessario che tutti i paesi si uniscano nella lotta contro il terrorismo. Però non contro alcuni terroristi, ma contro tutti i terroristi. Io aggiungerei che mentre si condannano le azioni di alcuni di questi criminali e ad altri li si accoglie, gli si permetta di attuare con impunità contro la sicurezza e la sovranità di altri paesi e li si consideri “lottatori per la libertà”, mai si potrà sradicare questo flagello, e sempre ci saranno popoli che per difendersi avranno bisogno di inviare alcuni dei loro figli a compiere missioni rischiose, sia in Afganistan che nel sud della Florida. Sua Signoria, ci hanno accusato di avere cospirato per commettere spionaggio e causare danno alla sicurezza degli Stati Uniti. Ci hanno messo allo stesso livello delle peggiori spie che si siano conosciute senza che per questo ci sia una sola prova contundente e senza aver causato alcun danno, solo sulla base di supposizioni. La nostra, è forse una delle accuse di spionaggio più ridicole della storia di questo paese. .....vorrei che mi permettesse di riferirmi brevemente a quello che considero sia la ragione per la quale tutti ci troviaamo qui in questo momento: la terza accusa accusa del fascicolo accusatorio, “cospirazione per commettere assassinio”. I signori dell’Accusa e le autorità dell’FBI sanno e sapevano dal principio ciò che accadde prima, durante e dopo il 24 febbraio 1996 . essi stessi dovettero riconoscere che i messaggi di alta frequenza che scelsero di rivelare come prova sono solo un infima parte di tutti quelli che intercettarono. Loro sanno la vera storia. Sanno che non ci fu nessuna cospirazione per abbattere quegli aerei, e tanto meno in acque internazionali. Sanno perfettamente che non solo Gerardo Hernàndez, ma neanche Juan Pablo Roque ebbe niente a che vedere con un piano per abbattere gli aeroplani. (.....) Dopo due anni di stretta vigilanza, avendo registrato la maggioranza delle nostre conversazioni telefoniche e personali e confiscato una gran quantità di materiale di quell’epoca, l’Accusa non ha potuto presentare in questo processo neanche una sola prova che mostri senza dubbi ragionevoli che Gerardo Hernàndez cospirò per abbattere quegli aerei o che facilitò in qualche misura al loro abbattimento. Basarono tutto il caso in pure speculazioni, in piccoli estratti di documenti, manipolati e tolti dal contesto, e soprattutto fidando nell’emotività e la suscettibilità che susciterebbe questa accusa dovuto alla perdita di vite umane. (...) Cuba non ha provocato questo incidente. Al contrario lo aveva previsto e cercò di evitarlo con tutte le vie a sua disposizione. Il principale argomento dell’Accusa durante il processo fu che si trattò di un crimine perchè erano aerei civili e disarmati. Recentemente questa nazione ha saputo in forma triste e brutale, quanti danni possono fare ai suoi abitanti aerei civili e disarmati. Forse per questo i suoi massimi dirigenti hanno avvertito che ogni aereo che si allontani minacciosamente dalla sua rotta potrà essere abbattuto anche se porta a bordo centinaia di passeggeri. Chissà i signori dell’Accusa considerano che questo sarebbe un crimine. Sua Signoria ha detto oggi che questo paese ha cambiato la sua “percezione del pericolo” dopo l’11 settembre; disgraziatamente, Cuba ha dovuto cambiarla dal 1° gennaio del ’59, e questo è ciò che non si vuole capire. I principali responsabili dei fatti del 24 febbraio sono gli stessi che non cessano nel loro impegno nel provocare un conflitto bellico tra gli Stati Uniti e Cuba perchè l’esercito di questo paese faccia quello che loro non hanno potuto fare per più di quarant’anni. Siano flottiglie, violazioni di spazio aereo, false accuse o qualsiasi altro aborto di progetto, l’obiettivo è sempre lo stesso: che gli Stati Uniti cancellino dalla faccia della terra il governo di Cuba e chi lo appoggia, senza importarle quale sarà il costo in vite umane da una parte e dall’altra. Si potrebbe dire con certezza che se qualcuno ha messo in pericolo la sicurezza nazionale di questo paese, sono questi gruppi di cubani estremisti. L’Accusa ha detto, nei suoi argomenti finali che Gerardo Hernàndez ha le mani sporche di sangue. Mi chiedo chi ha le sue mani sporche di sangue, io o l’individuo che sparò un colpo di cannone contro un hotel dell’Avana pieno di persone; che è lo stesso individuo che appare nelle prove di questo caso pianificando di introdurre a Cuba armi antipersonali; la stessa persona che ha continuato a sfidare apertamente e temerariamente le autorità cubane violando la legge di quel paese e le norme più elementari dell’aviazione internazionale, la stessa persona che non solo non ha vuto un dubbio nel mandare alla morte quei giovani,, ma che quando ancora poteva interrompere i suoi piani, non lo fece, e in cambio lasciò registrata per la storia la sua risata mentre i suoi compagni morivano . Questa persona sì, ha le mani sporche di sangue, e nonostante ciò ai signori dell’Accusa non importava quando strinsero le sue mani in varie occasioni in questa stessa Sala. Nemmeno importò a questi signori e alle massime autorità dell’FBI di Miami dividere con questa stessa persona la tribuna e l’euforia durante la conferenza stampa del giorno del verdetto. Contradditorio atteggiamento di chi dice di rappresentare la legge! Che sappiano i signori dell’Accusa che l’unico sangue che può esserci in queste maniè quella dei miei fratelli caduti o assassinati vilmente nelle innumerevoli aggressioni e atti terroristici perpetrati contro il mio paese da persone che oggi camminano tranquillamente per le vie di questa città. Sangue per il quale ho giurato un giorno che sarei stato disposto a sacrificare la mia vita se con ciò potrò proteggere il mio popolo da simili crimini. Sua Signoria, l’Accusa considera, e così ha chiesto, che devo passare il resto della mia vita in un carcere. Ho fiducia che se non in questo, a un altro livello del sistema, la ragione e la giustizia prevarranno sui pregiudizi politici e i desideri di vendetta e si capirà che non abbiamo fatto nessun danno a questo Paese che meriti una simile condanna. Però se anche non fosse così, mi permetterò di ripetere le parole di uno dei più grandi patrioti di questa nazione, Nathan Hale quando disse: “Mi dispiace solo di avere una sola vita da dedicare alla mia patria” Molte grazie. GERARDO HERNÁNDEZ NORDELO il 12 dicembre 2001 è stato condannato a 2 ergastoli + 15 ANNI di prigione
Data creazione : 01/12/2004 . 11:29
Ultima modifica : 19/01/2005 . 15:01
Categoria :  Liberate i cinque
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